martedì, luglio 28

L'OSPITE OSCURO: MALE PSICHIATRICO O MALE ASSOLUTO?

 Ho letto con interesse e curiosità l'ultimo libro di Ignazio Pandolfo, “L'ospite oscuro”, sottotitolo: “Il male non può essere ucciso”.  La mia curiosità derivava dall' interesse proprio per l'uomo Ignazio, il pittore Ignazio, l'artista Ignazio. Ho voluto leggere il thriller per capire meglio l'impianto intellettuale-filosofico di Pandolfo, il cui serafico sorriso cela un mondo complesso, tenebroso, attraversato da inquietudini esistenziali, da tentazioni nichilistiche, sconfitte, forse, in extremis, da un luminoso richiamo alla vita o da una trasfigurazione in forme espressive di autentica arte.
L'elemento che ha scatenato la mia curiosità l'ho trovato in un dipinto di Ignazio, quell'<isola dei morti>, omaggio a Bocklin, nel quale, l'uomo ritto sulla barca , invece di restare fermo come lo immaginava l'artista di Basilea, varca la soglia sepolcrale e “si fa inghiottire nel ventre sconosciuto e inconoscibile dell'insula/sacello”, mentre l'esile imbarcazione è scomparsa, segno che nessun ritorno è possibile. Ma a riportare lo sgomento spettatore a un guizzo vitale, ecco la luna, che Bocklin non aveva citato, segnare con un lucore imprevisto, il cielo intriso di una nuvolaglia blu


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E torniamo all'ospite oscuro, titolo che rimanda ad una famosissimo opera di Giuseppe Berto, “il male oscuro”. E, in realtà, nel racconto articolato e intrigante di Pandolfo, il male psichiatrico è molto presente, nei personaggi perseguitati dalla schizofrenia, negli assassini seriali di bambini, in autori di fatti terrificanti accaduti tanto nel '500 che ai giorni nostri, e ciò per significare che la malattia psichiatrica è sempre immanente nell'umanità. Ma Pandolfo sembra andare oltre il puro elemento patologico, per approdare ad un convincimento preciso: esiste il male allo stato puro, esistono anime marchiate per sempre dal male, perseguitate da voci, spiriti maligni, rumori ossessivi, sguardi ipnotici che tolgono la volontà. Il male puro può essere infatti avvertito ma mai ucciso del tutto. Siamo pertanto in balia, secondo Pandolfo, dell'Ignoto, con tutto il suo seguito inquietante e subdolamente seduttivo? Sì, forse sì, ma come nell'<isola dei morti> occhieggia incoraggiante la luna, così, nel racconto noir, l'Ignoto è stato “trasfigurato in forme espressive di autentica arte”. Adele Fortino

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