sabato, agosto 29

187? UNA TORTURA!!!

Non so se qualcuno di voi abbia bevuto “l’amaro calice” di un guasto Telecom per risolvere il quale si è costretti ad attraversare l’impervio cammino del 187. Un luogo dove confluiscono centinaia di creature dagli idiomi diversi e spesso frustrate dagli stipendi da fame che percepiscono. Quando si entra nel tunnel del 187 possono accadere due cose: o, dopo un tempo lungo quattro minuti nel corso del quale ci si sorbisce una serie di messaggi, informazioni, comunicazioni, richieste di interviste,  ti comunicano che nessuno operatore può risponderti “per motivi di intenso traffico” oppure magicamente si avverte la voce che chiede “in che cosa posso esserle utile?”. In questo secondo caso tu, con calma (anche se ti ribolle dentro un fiume di lava incandescente), con pazienza e con toni chiari esponi il tuo problema.



 Nella fattispecie io ho chiesto all’amministrazione di Telecom di verificare se i miei pagamenti fossero in regole e perché non fosse arrivata la bolletta di luglio né quella di agosto. Le risposte sono state variegate e discordanti. Una voce mi ha promesso che avrebbe inviato al più presto la fattura richiesta. Miracolosamente dopo un paio di giorni ricevo una copia di 224 euro. Mi precipito presso il tabaccaio per pagare ma questi allarga le braccia. Non risulta nulla da pagare. Disperata, e temendo che qualche testa gloriosa mi stacchi la linea telefonica, richiamo il maledetto 187. Altre musichette, informazioni, domande, pubblicità e poi un’altra voce mi racconta che io sto a posto perché la mia banca ha pagato tutto fino ad agosto. Sollevata vado sul pc per controllare il mio conto on line. Nulla, nulla di nulla. Non risulta che la Unicredit abbia pagato alcunchè. Non reggo la notizia. Richiamo l’ignobile 187, aspetto inviperita che si compia il rituale e poi, alla risposta dell’operatore, tiro fuori con rabbia violenta tutta la sequela di insulti variopinti, tutte le male parole che sono riuscita a introiettare nella mia lunga esistenza, i giudizi più efferati su questa Azienda che prima costituiva una medaglia sul petto del business nazionale e ora, invece, è ridotta a una impresina da quattro soldi che polarizza tutta la propria attenzione sulla vendita della fibra ottica. Che fare? Forse conviene non prendere più alcuna iniziativa: meglio il taglio del telefono che un colpo apoplettico. Adele Fortino

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