martedì, settembre 1

I FATTI DI MINEO E QUELLI DI CASTELLO DI CISTERNA(NAPOLI): IL CARICO E' PAREGGIATO

Che balsamo per lo spirito è il reportage di Domenico Quirico sulla Stampa di Torino. Che sublime musica per gli orecchi di chi ieri sera ha sentito, nel corso dei ri-nati talk show a base di Matteo Salvini e Daniela Santanchè, espressioni ambedue della più ignorante e tetra classe politica nazionale, giudizi agghiaccianti e inaccettabili. Ambedue felici di potere strumentalizzare il delitto di Palagonia a proprio uso: dir male dei migranti, presentarli come un’accolita di turpi assassini pronti e mettere in pericolo la sicurezza sociale. Purtroppo anche la giovane Rosita Rosano, figlia della coppia massacrata nella villetta vicino Mineo, ha messo il suo carico negativo. Forse perché il dolore talvolta inasprisce, forse perché il grado della tragedia era altissimo, forse per l’incapacità di elaborare un lutto così estremo, la Rosita, aiutata da enormi occhiali neri, si è scagliata con durezza contro lo Stato italiano travolgendo nella sua enfasi anche i poveri migranti, disperatamente soli a cercare una soluzione di vita, sospesi tra l’orrore del passato e l’incognita del futuro.



Ma oggi Domenico Quirico ci fa un regalo, dandoci, da Mineo, la sua testimonianza innervata da umana pietas. Su tutte mi piace riportare una riflessione del cronista della Stampa: “A Mineo c’erano, ci sono, anche canaglie e violenti, boss e trafficanti sudici. Forse dovremmo porre accanto al migrante assassino un altro migrante, ucraino che è morto in un’altra città per sventare una rapina”.

Giusto. Perfetto. A Castello di Cisterna ( Napoli) infatti due giorni fa, Anatolij Korov, trentottenne dell’Ucraina, ha reagito a una rapina che si stava consumando in un supermercato, ed è stato  freddato davanti alla piccola figlia rimasta ad aspettarlo sul carrello. Il carico mi sembra pareggiato. Adele Fortino

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