giovedì, ottobre 1

IL POLO MUSEALE E PICCIOLO IL BANDITELLO

L’ospedale Regina Margherita, o meglio, il suo contenitore vuoto continua ad alimentare le bramosie imprenditorial-politiche di Peppe Picciolo (Dr), detto anche Peppe gioia gioia, per via della sua abitudine ad appellare in cotal guisa tutti i suoi interlocutori (anche quelli nei confronti dei quali sta preparando un piattino al curaro, vedi caso Catalioto). Ma torniamo al punto. Peppe gioia gioia, qualche anno fa, si esibì in una ipotesi di sfruttamento dei locali del nosocomio cittadino, proponendo un centro di eccellenza per il ricovero di lungodegenti, affidato all’Irccs Bonino-Pulejo, sì da consentire al direttore, prof. Dino Bramanti, la possibilità di coltivare un più ampio orticello. Nessuno se lo filò, manco di striscio. 


 Oggi, Picciolo rilancia ma essendo, more solito, in penuria di idee, sfrutta, anzi copia, paro paro, un progetto del 2009 frutto di una intesa tra Sandra Conti, direttore della Biblioteca regionale  e Giovanni Ardizzone, deputato regionale dell’Udc. Un grande polo museale, si era ipotizzato, composto dal Nuovo Museo Regionale (ancora da inaugurare, una delle più vergognose incompiute della città) che avrebbe esposto tutte le opere costipate nei  locali della vecchia Filanda; dalla stessa Filanda Mellinghoff, che sarebbe diventata sede di mostre e dalla Biblioteca regionale ivi compresi una serie di laboratori di restauro e scuole di formazione professionale. Progetto strepitoso. Rimasto totalmente sulla carte stante problemucci burocratici irrisolti. Oggi, quale Parsifal sul cavallo bianco, arriva Picciolo e prendendo spunto dallo sfratto che la Curia avrebbe dato alla Sovrintendenza ai Beni Culturali, scopiazza la vecchia ideona e la fa propria. Commenta Giovanni Ardizzone: “Lo sappiamo tutti come è fatto Picciolo…”. Come è fatto, come un banditello? Adele Fortino

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