giovedì, ottobre 15

IL TESORETTO BLOCCATO DI ACCORINTI

L’ossessione di Renato Accorinti, da quando l’incosciente vento dell’antipolitica lo ha scaraventato sulla poltrona verticistica di Palazzo Zanca (ma chi glielo doveva dire…) sembra essere quella di trovare il modo, qualsiasi modo, per apparire sui giornali o in tivù o sul web o addirittura sul bollettino parrocchiale o ancora sul verbale dei protesti o persino nella pagina dei necrologi. Di tutto sperimentò questo sindaco vanesio: si presentò senza giacca al Senato, senza cravatta all’Assemblea regionale, fece concorrenza alla Madonna sfilando sulla Vara, si recò dal Papa a piedi nudi, espose la bandiera della pace in faccia alle Forze armate…Sì, insomma, lui gioca, glorificando il proprio narcisismo e intanto la città sprofonda nella puzza di fogna, tra Piani di riequilibrio incompleti, crisi dei rifiuti, trasporti inadeguati, disoccupazione al 50% e povertà diffusa.



Quando si insediò, ancora rintronato per la sorpresa, assicurò che non avrebbe percepito nulla del suo emolumento di sindaco, accontentandosi di sopravvivere con lo stipendio di professore di educazione fisica. Anche questo faceva personaggio..ma delle sostanze accantonate nulla si seppe. Dal tesoretto non fu scucito un soldo nemmeno quando si doveva acquistare un cero votivo per la Madonna, né quando i bambini di famiglie a zero reddito rimasero senza mensa né quando alcuni minori non accompagnati furono costretti a dormire in letti privi di lenzuola. Il forziere di Accorinti è sempre là, chiuso, serrato, inavvicinabile. Forse Giampiero Già, il suo mentore-social ( e che mentore…che cultura…che forza intellettuale..) gli avrà consigliato di tiralo fuori alla fine, quando andato via da Palazzo Zanca senza avere concluso alcunchè, potrà esibire perlomeno una scarsella piena di euro. Per incantare gli allocchi. Adele Fortino

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