domenica, ottobre 4

LA PIANA:DIMISSIONI, EREDITA',LETTERA MISTERIOSA

“Esprimo tutta la mia fierezza di essere stato chiamato dal Signore a guidare questa Chiesa (…) e quale mia eredità vi lascio questa esortazione: fidatevi sempre di Dio e dei pastori che sceglie per guidarvi nella sua via”. Questa la conclusione, dell’omelia che mons. Calogero La Piana, vescovo della Diocesi di Messina, Lipari e Santa Lucia del Mela, ha pronunciato con voce rotta dall’emozione, il primo ottobre nella Basilica Cattedrale, affollata da una moltitudine di fedeli commossi.


A nove anni dal suo insediamento quale vertice della Curia peloritana, mons.La Piana, lascia il suo mandato “per motivi di salute”. E’ stanco, non ce la fa più. Ma le voci, le lettere anonime, le illazioni, le insinuazioni velenose e persino i pettegolezzi si rincorrono sul web e in città, incessantemente. Pare che non sia stato il vescovo a chiedere al Santo Padre il permesso di farsi da parte; sembra invece che, a seguito di un corposo dossier, giunto in Vaticano a giugno di quest’anno, Bergoglio abbia assunto la dolorosa decisione di allontanare l’alto prelato dalla sua poltrona.
Di certo c’è un fatto. La cospicua eredità che La Piana ha ricevuto in data 16/4/2013 dal dottore Antonio Guido Bertolami, un mese prima della morte di quest’ultimo. Bertolami era molto conosciuto in città come medico del clero e di una numerosa fascia borghese. Erano affollatissime le serate di Ferragosto trascorse nel suo balcone di via Garibaldi, addobbato con preziose coperte antiche e suggestive luminarie. Moltissime persone avevano avuto la fortuna di ammirare una stupenda raccolta di presepi preziosi, di coperte ricamate, di statue lignee del 700 e di altri reperti di grande valore.




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In un primo testamento olografo del 22 marzo 2012, pubblicato il 16 aprile 2013, il medico aveva deciso di nominare suo erede universale il prof. Carmelo Romeo, chirurgo pediatrico presso il Policlinico di Messina ed esecutore testamentario il padre del docente, dottor Giuseppe Romeo. Ma, a distanza di un mese dalla prima stesura, viene fuori un secondo e ultimo testamento di Bertolami, con le quali nomina suo erede universale e suo esecutore testamentario, il vescovo di Messina. Il lascito non viene devoluto alla Curia ma alla persona di mons. La Piana.
Bertolami era affetto da un carcinoma alle gliandole salivari che lo aveva costretto a un ricovero presso l’ospedale Sirina di Taormina. Il suo umore era a terra e in quell’occasione La Piana lo ha seguito con particolare spirituale attenzione, dimostrata con tanti piccoli gesti di solidarietà, arrivando a portargli personalmente in ospedale una asciugamani di cui Bertolami aveva bisogno. Il medico messinese, qualche mese prima , era stato a Lourdes, col treno bianco, forse per affidarsi alla Madonna di cui era molto devoto.
Nelle plaghe messinesi, in questi giorni, svolazza una lettera, che sembra scritta, con grafia tremante, di pugno dal dottore Bertolami, sei giorni prima di morire. Non si comprende, a detta dei più informati, il senso ultimo della drammatica missiva. Forse una voglia estrema di raccontare una sua verità forse una voglia di rivalsa nei confronti di La Piana. Parole inquietanti che volano di bocca in bocca suscitando perplessità e sbalordimento.
Messina è la città che ha come patrona la Madonna della Lettera. Forse per questo motivo questa storia è piena di fogli scritti, manualmente o da anonimi computer. Adele Fortino
Questo post è pubblicato in forma leggermente modificata sul "Fatto quotidiano di oggi"


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