giovedì, ottobre 8

L'AVVENTURA DI ALESSIA E DELL'INCISIVO SUPERIORE NASCOSTO NEL LABBRO INFERIORE

Alessia Piccolo è una graziosa fanciulla ventenne e lavora come tinturista dal mio parrucchiere. Alessia, mercoledì scorso, si stava recando al lavoro, erano le 7,30 del mattino, quando un’auto la investe sbattendola per terra. La ragazza cade di faccia, si rompe due incisivi superiori e si spacca le labbra. Priva di conoscenza viene trasportata in ambulanza al policlinico universitario; prima di caricarla gli infermieri del 118 cercano sull’asfalto i due denti, senza risultato. Codice verde al Pronto soccorso, la ricuciono, le fanno due tac alla testa e al corpo e la mandano a casa. Alessia trascorre tre giorni in stato di stanchezza dolorante, le fa molto male un fianco e la bocca sembra gonfia e tumefatta. Ieri mattina, al suo risveglio, la ragazza, scopre esterrefatta che dal labbro inferiore è spuntato un dente, uno dei due perduti e cercati sull’asfalto.




 Al policlinico si rivolge allo stesso medico che l’aveva cucita in prima battuta, dottor Francesco Armaleo, il quale le asporta il dente dalla mucosa e la ricuce, il tutto senza alcuna anestesia. Alessia è fuori di sé dalla indignazione e si presenta presso i carabinieri di via dei Mille per   denunciare quanto le è accaduto. Ma i carabinieri, PATERNAMENTE, le consigliano di ritornare con un avvocato, “sarebbe meglio per lei” aggiungono (come se un avvocato si trova a gratis all’angolo della strada). Questa mattina ho accompagnato io Alessia presso il comando di via dei Mille ma il piantone all’ingresso ci ha risposto che non c’era nessuno pronto a prendere la denuncia e che sarebbe stato meglio se fossimo ritornate nel pomeriggio. Domanda: c’è una giustizia, in questo mondo, per chi non possiede beni di fortuna o status sociale adeguato? Adele Fortino

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