sabato, ottobre 31

MINCHIA CHE NOTIZIONA. ACCORINTI, A TORINO ,COMUNICA CHE A MESSINA C'E' IL DISSESTO IDROGEOLOGICO

L’ACQUA E’ LA SALVEZZA
“L’acqua è la salvezza / un torrente d’acqua non troppo fredda/ che aggredisca la mia pelle/ eliminando qualsiasi ricordo/solo l’acqua mi libera….”. Così scriveva il poeta. E solo la poesia può riuscire a descrivere il senso acuto di benessere, l’urlo di gioia del corpo, la felicità fisica che l’acqua regala. “Segnora, quando c’è l’acqua è una canzone” commenta Mariana, la signora rumena che mi aiuta in casa e comincia a dare di straccio, il detersivo canta sui pavimenti polverosi, persino lo scroscio dello sciacquone diventa una pezzo di sinfonia wagneriana.
E’ per questo motivo che ho voluto fare una lunga lunghissima doccia prima di riprendere a scrivere della nostra crisi idrica e di Accorinti.

ACCORINTI E LA CRISI IDRICA
Perciò, Accorinti. Qualcuno ha trovato da ridire per il fatto che il sindaco prima ancora che il Problema si risolvesse, si sia precipitato in aeroporto per partecipare al convegno dell’Anci a Torino. Ma, a parte che, a mio avviso, la presenza del vertice amministrativo al Comune non sposta proprio le cose, c’è da aggiungere un’altra osservazione. Come avrebbe potuto Renato Accorinti rinunciare a una passerella nazionale dove avrebbe potuto comunicare che a Messina c’è il Dissesto Idrogeologico? Minchia, una notiziona. I sindaci delle altre città italiane avranno vibrato di sorpresa mista a terrore...E se capitasse anche a noi di dover gestire una città inserita in un territorio dissestato?

LA SINDROME DI NARCISO
Ma è più profondo il motivo della partenza di Accorinti. Andiamo dicendo da anni che il sindaco è affetto da una sindrome patologica di narcisismo sproporzionato. La vista di un microfono, o il taccuino di un giornalista, non parliamo poi delle telecamere, lo fa entrare in uno stato di fibrillazione eccitata, in un crescendo di tensione passionale, in un vortice di verbosità libidinosa tale per cui Accorinti gode, precipitando in deliri orgasmatici. E volete che dinnanzi a tanta goduria avrebbe potuto costituire un problema il fatto che la città fosse sull’orlo di una crisi di nervi?

I GORNALI NAZIONALI SE NE FOTTONO DI MESSINA
I giornali nazionali e i giornalisti delle grandi testate, buddaci più di tutti i messinesi , camminando sempre nel solco della superficialità quando il territorio della notizia è nel profondo sud, immerso in una nebbiolina giallastra, si bevono tutte le spiegazioni che Accorinti fornisce loro. Lui, Accorinti, furbo come se mangiasse pane e volpe ogni mattina, nel descrivere le situazioni sposta l’ottica del problema, ideologizzando. Per esempio, a proposito della crisi idrica, invece di ammettere che da parte sua, della sua giunta e dell’Amam c’è stata una assurda sottovalutazione del problema, al punto che per i lavori di ripristino si è fatto passare l’intero fine settimana, intervenendo soltanto il lunedì, lui, dicevamo, si lancia nella descrizione di quanto è vasto e preoccupante il dissesto idrogeologico nel messinese. Invece di ammettere che lui insieme alle precedenti amministrazioni se ne sono fottuti di ripristinare l’erogazione dell’Alcantara, ideologizza ancora e sostiene di essere contrario alla privatizzazione dell’acqua. Questo è Accorinti,  un furbettino alla ricerca di notorietà a basso costo. Ma a me hanno insegnato che la furbizia è il cascame dell’intelligenza. E ha corto respiro.

IN CAUDA VENENUM.
 Non abbassiamo la guardia quanto all’acqua del Fiumefreddo. L’ing. Nico Galatà racconta preoccupato che ancora non è stato possibile a Calatabiano effettuare la palificazione sotto il tubo rotto, il che pone il tutto in un stato di precarietà. E sapete perché non si è fatto? Perché si è dovuto presentare un progettino e ora si aspetta la risposta del Genio civile di Catania. Ma non è una beffarda barzelletta questa?

FONTANA DI PIAZZA CAIROLI
Qualcuno mi ha avvertito che l’acqua zampillante nella fontana di Piazza Cairoli è di riciclo. Ve lo racconto per dovere di cronaca. Anche se rimango dell’avviso che quell’acqua zampillante, ieri pomeriggio, ha costituito per me una insopportabile provocazione. Adele Fortino



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