mercoledì, ottobre 21

TROTTA VERSUS ACCORINTI: CHI HA RAGIONE? NESSUNO DEI DUE

Abituata come sono a essere partigiana, in questa querelle tra il prefetto Stefano Trotta e il sindaco Renato Accorinti, non mi viene facile stabilire da che parte stare. Partiamo da Trotta verso il quale va tutta la mia comprensione per il fatto di doversi rapportare con un soggetto delle istituzioni che va in giro a piedi nudi, senza giacca al Senato e senza cravatta all’Assemblea regionale siciliana, scamardato e plebeo.



 Ma ,in questi giorni il Prefetto lascia sbalorditi perché chiede, per missiva, ad Accorinti spiegazioni sulla presenza, alla festa della Vara 2013, di elementi malavitosi. Ora, delle due una: o Trotta attraversa un periodo di vaghezza mnemonica o, quando due anni fa credeva di festeggiare con il Sindaco e Signorino l’Assunta, in realtà dormiva. E dormiva anche i giorni susseguenti allo scoppio della sacrosanta polemica sul comportamento di Accorinti che, da un lato indossava sul cippo la t-shirt di Addipizzo e dall’altro si sbaciucchiava effusivamente  con i rampolli (Franco Celona e Franco Molonia)di famiglie non proprio specchiate, argomentando che i baciuzzi non erano stati dati ai padri bensì ai figli, sul cui capo non possono ricadere le colpe dei padri. Ragionamento belluino che non tiene conto di cromosomi, ambiente, cultura ed esempi nefasti.




 In sintesi, c’è da osservare che questa vicenda delicatissima andrebbe risolta, con un tavolo di esperti in Curia, facendo tesoro della assenza di Calogero La Piana che ha sempre tollerato certe nefandezze, alleandosi persino con alcuni figuri, contro il passaggio del tram sulla via Garibaldi, perchè disturbava il percorso della Vara.



Ora che c’è Bergoglio, si dovrebbero sradicare alcune legami  neanche troppo occulti tra Chiesa e malavita, intraprendendo cammini più netti, senza più collusioni né inchini. Adele Fortino

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