martedì, novembre 17

BIANCA BERLINGHER, UNA MASSAIA PRESTATA AL GIORNALISMO?

E’ possibile che Bianca Berlinguer, figlia di Enrico e direttora del Tg3, si sia bevuta il cervello (e ne sia rimasta assetata)? Ieri sera, a “Otto e mezzo”, infatti, ha sostenuto che ha ragione Hollande quando chiama a raccolta tutti i paesi occidentali e segnatamente quelli europei acciocchè tutti insieme aprano fronti di guerra contro l’Isis. E la Gruber (la bella statuina dai lunghi invadenti capelli arancione)le ha dato man forte dichiarandosi pronta a promuovere, sul tema, un convinto coinvolgimento dell’opinione pubblica.



Ma, dico, siamo impazziti? Si parla di “assunzione di responsabilità” e si pensa alla maniera più facile per arrivarci: sganciando bombe e mandando i soldati a morire in un territorio sconosciuto? La Berlinguer, nella sua qualità, non ha seguito il servizio di Report che dimostrava che l’Isis è un creatura dell’Occidente, e che anche l’Italia a sua insaputa ha armato l’Isis, armando la Siria di Assad e addestrando le sue milizie che poi sono passate all’Isis? Isis, si diceva, creatura dell’Occidente, di quell’Occidente che, anche per responsabilità del nostro governo firma commesse, esporta armi e intasca petrodollari?


Persino Obama, che parla dall’America guerrafondaia, si dichiara contrario a un interevento bellico in Siria e dintorni e addirittura Putin ricorda a tutti quante responsabilità gravino sulle spalle del paesi del G20, circoscrivendo i fatti di Parigi a episodi di efferato terrorismo che nulla a che fare con la guerra.
Importante è l’appello alla serietà che lancia oggi Travaglio dalle pagine del Fatto. Serietà significa investire ora e subito risorse eccezionali per dotare l’intelligence e la forze dell’ordine di tutti gli strumenti per lavorare al meglio. Serietà vuol dire trattare i Salvini boys come dei cialtroni che riescono a guadagnare voti proponendo di chiudere le frontiere e di sospendere Schengen. Serietà significa un controllo severo sulle armi vendute da imprese italiane a un’infinità di stati-canaglia sotto embargo e qualche disinvoltura in meno nell’amicizia con i sauditi (botta per Renzi) e gli emirati del Golfo, noti foraggiatori dell’islamismo, da al Qaeda all’Isis.

Come concludere? Avevamo sempre pensato che la Berlinguer fosse poco attrezzata sul piano della cultura politica; oggi ci rendiamo conto che siamo in presenza di una, neanche troppo saggia, massaia prestata al giornalismo. Adele Fortino 

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