sabato, novembre 28

L'ASILO NIDO COMUNALE E LA LETTERA CENSURATA

Riporto qui di seguito la lettera che ho scritto ieri alla Gazzetta e che mi è stata censurata.

Gentile Direttore,
in merito all’intervento dell’Arch.Principato relativo alla realizzazione di un asilo nido aziendale a Palazzo Zanca, devo dire, mio malgrado, che ha pienamente ragione l’Alto Dirigente Comunale, col quale di solito mi trovo in totale disaccordo. Osserva Principato, dandoci tra l’altro una lezioncina di storia della città, di stilemi architettonici, di preziose figure geometriche (la sezione area di un segmento, ad esempio), che il Comune prima e la Soprintendenza dopo, hanno fatto un errore marchiano nel pensare di realizzare la porta di emergenza dell’asilo nel corridoio prospiciente Piazza Antonello all’angolo con la via Consolato del mare. Decidere infatti di trasformare una finestra col sottodavanzale  in pietra di Billiemi (è sempre Principato a docere) in una porta di emergenza “infliggendo una ferita di non poco conto a un monumento simbolo della rinascita di  Messina”, appare insensato e masochistico, come se la città volesse tenere alta la sua vocazione alla bruttezza.
A prescindere dall’osservazione che la decisione di dotare il Comune di un asilo nido aziendale risale al 2009, sono quindi passati sei anni durante i quali i neonati sono diventarti ragazzini in età scolare e alcune delle mamme sono entrate in menopausa.
In cauda venenum. Ritengo però che l’ottimo architetto Principato non può permettersi di protestare con la Sovrintendenza che, or non è guari, ha dato il placet per il progetto di restauro di due opere a sua firma, l’area che circonda il Nettuno del Montorsoli di fronte alla Prefettura e la scalinata Santa Barbara. Abbiamo altre volte osservato che il profluvio di panchine in stile ottocentazzo, i pastorali fasulli, la quantità caotica di piante, le pigne, i falsi intonaci costituiscono uno stupro all’armonia della città, una scelta orripilante che, se fossimo davvero civili, dovremmo cercare, al più presto, di eliminare. Adele Fortino

Messina 27 novembre 2015

1 commento:

  1. ...E così, come suol dirsi,..."la somma fa il totale". Cosa vuole intendere la Gazzetta del Sud annullando la preziosa apertura verso i propri elettori, come si usava fare fino ai tempi del Direttore Nino Calarco e del Capo cronista Sandro Rol? La rubrica "Lettera al cronista" è completamente sparita dalle pagine del nostro giornale come pure la rubrica "opinione" e forse qualche altra cosa che al momento mi sfugge e chiedo venia a quanti mi leggeranno...! Non se la prenda più di tanto il nostro bravo ed esperto architetto Nino Principato perché, probabilmente, forse qualcosa sta per cambiare (in negativo, ovviamente) anche nel campo dell'informazione... Per me, se mi è consentito, resta sempre il bravo, esperto, architetto Nino Principato che ha sempre amato la sua, "nostra" città... Un vostro concittadino che, come il suddetto personaggio, ha sempre amato la nostra Messina... Ciao, Benito Corrao.

    RispondiElimina

Recent

recentposts

Lettori fissi

Random

randomposts

Blog Archive