giovedì, gennaio 28

AUTORITA' PORTUALE, CROCETTA LA 'NDRANGHETA E L'ANTIMAFIA DI CARTA

E siamo all’ennesima “crocettata”. Il Governo Renzi stabilisce che Messina con Gioia Tauro costituisca la nuova Autorità portuale e l’ineffabile vertice regionale salta su come punto dalla tarantola e dichiara teutonicamente: “Non regaliamo il porto alla ‘ndrangheta calabrese”. Ma come fa il governatore Crocetta a dimostrarsi sempre così sgalapato: con questa affermazione avrebbe voluto mettere in crisi la sponda calabrese e invece ha ottenuto l’esatto contrario, un ricompattamento cioè dei nostri dirimpettai sulla ipotesi Gioia Tauro. Inoltre il governatore della Sicilia tiene a rimanere sempre fedele al suo stile, quando vuole raggiungere un obiettivo, la butta in mafia. Infatti, insieme ad Antonello Montante, Peppe Lumia e ad altri minori, ha dato luogo a quell’antimafia di carta che ammorba da anni i nostri orizzonti.



Ma vediamo con quale scusa, oggi, Crocetta tira fuori la ’ndrangheta. Tutto ruota intorno all’Authority Portuale di Gioia Tauro e dello Stretto, ipotesi supportata scientificamente dall’economista Michele Limosani,  dell’Ateneo messinese, che così sintetizza per la stampa: un’unica gestione delle infrastrutture marittime della costa siciliana e di quella calabrese contribuisce alla realizzazione di un sistema portuale davvero competitivo nel bacino del Mediterraneo, in grado di valorizzare le economie di scala e di funzioni. Lo Stretto rappresenta , inoltre, un sistema importante per la mobilità a breve medio raggio, il fabbisogno di mobilità soddisfatto supera gli 8 milioni di passeggeri l’anno e colloca il sistema portuale, proprio per il contributo fornito da Messina, al primo posto in Italia e ottavo in Europa.




Tutto questo non ha convinto il Governatore della Sicilia che, invece di smontare il ragionamento con altro ragionamento, la butta in ‘ndrangheta. I calabresi si incazzano, rispondono per le rime e Crocetta, sempre uomo di spettacolo, fa una piroetta nella quale è maestro e dichiara: ”Il mio è un attestato di solidarietà al popolo calabrese a cui riconosco la volontà di liberarsi dalla ‘ndrangheta”. Questo Governatore si manifesta sempre più in veste di guitto. Per questo non crediamo a certi rumors cittadini che accusano qualche imprenditore dello Stretto di avere ispirato l’azione del Presidente. Davvero possiamo pensare che un serio homo oeconomicus, da anni in prima linea, possa affidare le sorti del proprio “impero” a una figura istituzionale così screditata? Adele Fortino

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