domenica, febbraio 28

OMICIDIO DI STATO: LA TRISTE FINE DEL "BARONE" ROTELLA

Secondo me, per il “barone” Michele Rotella, morto improvvisamente nel reparto di rianimazione del’Ospedale Pugliese-Ciaccio di Catanzaro, sotto lo sguardo del piantone piazzato lì da una cieca prassi (presenza  indispensabile, quella del piantone, posto che, intubato e in coma, il “barone” detenuto avrebbe potuto tentare la fuga), secondo me, dicevo, la morte di Rotella si potrebbe definire un omicidio di Stato.



 Commenta, con accenti accorati, l’avvocato Nino Favazzo, legale dell’imprenditore barcellonese: “Questa tragedia avrebbe potuto essere evitata”. Andiamo ai fatti. Il 25 novembre 2015, per effetto della sentenza definitiva “Vivaio”, Rotella passa dai domiciliari al carcere di Gazzi. Favazzo si attiva immediatamente per chiarire alla magistratura che il suo assistito, settantacinquenne, avrebbe dovuto scontare la pena residua di tre anni o ai domiciliari o con l’affidamento in prova ai servizi sociali; il Tribunale di Sorveglianza, prima di decidere, chiede una sorta di certificazione antimafia. Favazzo si precipita in Questura per ottenere il documento che gli viene consegnato tardivamente e privo del periodo che va dal 2008 al 2015. Si perde altro tempo prezioso per integrare l’attestazione. Rotella intanto continua la sua ingiusta reclusione in carcere. Il 27 gennaio viene trasferito da Gazzi alla Casa circondariale di Catanzaro, nota per gravi carenze igieniche. Infatti Il povero “barone” si becca una maligna enterite da clostridium difficilis che, il 23 febbraio, lo porta dritto in terapia intensiva. Ai parenti avvertiti con un ritardo di ben due giorni non è possibile nemmeno ritagliarsi un piccolo spazio temporale con il loro congiunto perché il piantone, per alcuni aspetti, giustamente, non permette ad alcuno di avvicinarsi. Rotella spira. E spira a causa di un sistema indecente, di una tetra burocrazia, di norme farraginose e per responsabilità di personale insipiente.



E’ partita una denuncia da parte della famiglia che ha pure richiesto l’autopsia. Ed è stata aperta un’inchiesta. Così, si spera che, un giorno, il “barone” Rotella, morto in solitudine in una gelida sala di terapia intensiva di un gelido ospedale calabrese, venga risarcito quale vittima di un omicidio di Stato. Adele Fortino

1 commento:

  1. L'inflessibile legge dello Stato che è' sempre più forte con i deboli e debole con i forti.

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