giovedì, marzo 10

IN MORTE DI FRANCO ZAPPIA; UOMO SPECIALE


Se ne è andato stritolato da un tumoraccio Franco Zappia, mio amico sin dagli anni settanta quando ci conoscemmo nel giro del Manifesto. Imprenditore, artigiano del ferro, gran lavoratore. Vero capitano di industria con il pallino della democrazia sul lavoro tanto da tenere i registro dei conti a disposizione delle maestranze che avessero voluto consultarlo. Iniziò con un laboratorio di fabbro e poi fu n crescendo: i semafori, le porte corazzate, i sistemi di sicurezza. Ricordo che soffriva di lancinanti cefalee, come me, e un giorno gli chiesi, “come fai a tollerare i fastidiosi rumori della tua officina quando hai il mal di testa?”. E lui rispose, con quel sorriso dolce che non dimentico, “sai con sei figli da allevare si fa presto a sopportare qualsiasi disagio”. I ragazzi sono tutti cresciuti sul modello paterno e gli hanno dato molte soddisfazioni. Solo Pietro, il più piccolo, ha avuto un incidente di percorso dal quale sta uscendo proprio ora, ritemprato e maturato. Piero è un ottimo pittore e conservo nella mia casa un tramonto, cupo, plumbeo, ma stilisticamente perfetto. Franco Zappia se ne è andato ma ha lasciato un’eredità importante, una squadra di “ragazzi” per bene che portano i suoi cromosomi e il suo onoratissimo cognome. Adele Fortino

1 commento:

  1. Era e sarà sempre un grande uomo tutto dedito alla famiglia ed al lavoro, sempre nei nostri pensieri con grande affetto. Ciao Franco

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