domenica, marzo 20

LA FRUSTRANTE MODESTIA DELLA "SPIANATA DEGLI ILLUSTRI"


Un decennio fa una mia sorella, vocata alle celebrazioni, ottenne dalla Giunta Buzzanca, un posto dedicato a mio padre, Carmelo Fortino, presso il cimitero, nella cosiddetta “spianata degli illustri”. In quell’occasione la nostra famiglia si spaccò perché la commissione che deliberava l’onorificenza post mortem del cittadino illustre decise che la tomba dovesse contenere soltanto le spoglie del personaggio “premiato”, lasciando la di lui consorte ad un destino di solitudine eterna. Io non sono credente, il mio culto dei defunti me lo sono formato essenzialmente in letteratura, perciò insieme a una sorella che la pensava come me, decisi che non si potevano separare papà e mamma per il solo (fatuo) gusto di allocare papà nella suddetta spianata. Peraltro papà e mamma possedevano una cappella gentilizia a Scilla realizzata nell’800 in un tenero barocco color miele. Comunque andai a guardare questa famosa “spianata degli illustri” e me ne  tornai delusa e sconcertata. La cosiddetta spianata (termine che evoca spazi aperti e panoramici) è in realtà una modesta aiuola, sita in una parte laterale del cimitero monumentale, le tombe non  tutte dedicate a persone di spicco erano sistemate alla rinfusa, senza alcun “disegno” di mano esperta.




 Passarono i mesi e gli anni e, a un certo punto, il Comune decise di aprire anche alle mogli dei personaggi cosicchè pagato, a caro prezzo, lo spazio  per la mamma, finalmente la vicenda ebbe una conclusione. Io, ogni domenica vado a sistemare i fiori freschi sulla lapide di marmo bianco e ogni domenica me ne torno con una sensazione di frustrazione profonda perché la spianata, mediocre e caotica nacque, e tale rimane. Ennesima metafora di un Comune cui difetta la cultura della bellezza. Adele Fortino

Nessun commento:

Posta un commento

Recent

recentposts

Lettori fissi

Random

randomposts

Blog Archive