mercoledì, aprile 27

LO STORYTELLING DELLA AMMINISTRAZIONE ACCORINTI CONDITA DA CRISI IDRICA


Cerchiamo, per summa capita, di tracciare uno storytelling dell’avventura amministrativa della Giunta Accorinti. In principio ci fu il ballottaggio alle elezioni del 2013 che, supportato da un impetuoso quanto subdolo vento di antipolitica, portò Renato lo Scalzo a ricoprire la carica di vertice di Palazzo Zanca. Subito la situazione in cui versava il Comune di Messina si rivelò drammatica tanto che, persino in campagna elettorale si puntò molto a parlare di dissesto. Ma, all’inizio dell’avventura,  la Giunta, ubriaca di orgoglio, pensò  di potere fare la rivoluzione determinando addirittura una mutazione della città.



 Perciò niente dissesto, si pensò, ma Piano di Riequilibrio. Con indomita passione l’economista Signorino si dedicò anima e corpo alla sua redazione. Che fu lunga, esasperatamente lunga, nel tentativo di spalmare in dieci anni circa 400 milioni di debiti, ereditati dalle precedenti gestioni partitiche. Intanto la stessa amministrazione pone a capo della ragioneria generale il dottor Cama per stilare il previsionale del 2015. Si viene a creare nel tempo una frizione che rasenta il personalismo tra il ragioniere generale e il capo dei revisori dei conti, dottor Dario Zaccone.




Passano i mesi e si arriva ai giorni nostri in cui la situazione generale si appalesa così: una paralisi totale per il fatto che il bilancio di previsione, targato Cama, non va bene ai revisori  e quindi non si può presentare al Consiglio comunale per l’approvazione, ciò che determina uno stallo tragico sul finanziamento di 70 milioni che lo Stato deve erogare al Comune di Messina. Con la conseguenza che i dipendenti di Palazzo Zanca rimangono senza stipendio, la partecipate entrano a loro volta in crisi, l’illiquidità delle casse è totale, si ribellano i sindacati e, ciliegina sulla torta, si verifica un guasto alla condotta di Fiumefreddo che lascia ipotizzare un guaio tipo quello accaduto nell’autunno scorso che ha scaraventato la città su tutti i media nazionali per via di una drammatica crisi idrica.




Praticamente si sta compiendo ciò che avevano preconizzato e fortemente voluto i partiti tradizionali della città: la ridicolizzazione della Giunta Accorinti, anzi la sue morte per consunzione. Purtroppo però i “manovratori” non hanno ancora pronta la soluzione del rebus e quindi bisognerà ancora aspettare una salvifica mozione di sfiducia che stoppi questa esile erogazione di ossigeno all’Amministrazione della città. Domanda: abbiamo raggiunto l’ultimo stadio del degrado o ancora dovremo vedere dell’altro scempio? Adele Fortino

Nessun commento:

Posta un commento

Recent

recentposts

Lettori fissi

Random

randomposts

Blog Archive