martedì, aprile 19

MA I MAGISTRATI RIFLETTONO PRIMA DI DECIDERE?


Sono sempre più oscuri i ragionamenti di alcun magistrati che talvolta amministrano la giustizia con un quid di severità disumana. Prima di parlare del caso di Doina Matei, la ragazza rumena che nel 2007 uccise involontariamente con un colpo di ombrello la ventitreenne Vanessa Russo, condannata a 16 anni e posta in regime di semilibertà dopo nove anni di irreprensibile comportamento nel penitenziario di Venezia, aspetto di leggere le motivazioni della drastica decisione del giudice di sorveglianza di revocare appunto il regime di semilibertà. Revoca motivata dal fatto che Doina ha postato su Facebook alcune sue foto in cui appare sorridente e serena. 



Mi chiedo cosa si pretende da una ragazza che nove anni fa ha sbagliato, reagendo in maniera violenta a un alterco con un’altra ragazza in metropolitana (provocandone la morte), ha fatto nove anni di detenzione, ha implorato il perdono, si è riabilitata, ha cominciato a lavorare in una pizzeria nelle ore diurne e sta ricominciando faticosamente a tessere i fili della sua esistenza spezzata. E’ chiaro che la giovane rumena, riprendendo a vivere una vita quasi normale, frequenta, come ogni sua coetanea, il web, cedendo a un impulso narcisistico altrettanto normale. E invece no. La gente del web si ribella, i giornali danno un’evidenza sproporzionata al fatto, il padre della ragazza uccisa grida la sua rabbia invocando la pena di morte. E cosa fa il magistrato? Revoca il regime di semilibertà e ri-sbatte Doina in galera. Trovo tutto questo disumano. Anche se la mia pietas corre verso la povera Vanessa Russo la cui verde esistenza è stata stroncata da un pesante destino. Adele Fortino 

Nessun commento:

Posta un commento

Recent

recentposts

Lettori fissi

Random

randomposts

Blog Archive