martedì, maggio 10

466 EURO? SI PUO' CHIAMARE ESTORSIONE? SI CHIEDE PIF

Come gran parte dei siciliani conoscevo Telejato e Pino Maniaci per “fama”. Un uomo duro e puro che, eroicamente, da una piccola emittente provinciale, combatteva la propria battaglia contro Cosa nostra. Qualche giorno fa, ecco il disvelamento: Maniaci viene accusato di estorsione dalla Procura di Palermo con la pubblicazione di un profluvio di intercettazioni che lo dipingono come un personaggio  burletta, disonesto, impostore, bugiardo. Altro duro colpo a quella Antimafia di Carta che aveva visto cadere, nel tempo, come birilli, Antonello Montante, presidente di Confindustria Sicilia , Ivan Lo Bello, presidente di Confindustria nazionale, Roberto Helg, Presidente della Camera di Commercio di Palermo, Salvo Ferlito, presidente dell’Ance Catania, ecc ecc.



Si levano grida di sconcerto a fronte di questo ennesimo eclatante episodio di cronaca giudiziaria. Claudio Fava, Francesco Forgione, Franco La Torre e tanti altri personaggi politici urlano il loro sconcerto.
A prima botta, suona strano che Antonio Ingroia, ex Pm giustizialista  e manettaro, ne abbia assunto la difesa in qualità di avvocato garantista (un Ingroia double face, ironizza Aldo Grasso sul Corriere).




Ma quello che lascia stupefatti è la serie di morbide interviste rilasciate oggi su Maniaci da protagonisti del mondo culturale siciliano. Maresco, per esempio, Sì, Franco Maresco, regista palermitano sostiene sul Fatto che il giornalista di Telejato è un “cretino narcisista ma non un estortore”. Gli fa eco su Repubblica Pif, anch’esso regista e uomo di spettacolo sulla cresta dell’onda, che addirittura dichiara di non vedere l’estorsione. Ma come? E l’incontro col sindaco di Partinico in cui Maniaci  impone platealmente il pagamento di 466 euro? Ma 466 euro si possono chiamare un’estorsione? chiosa, leggero e  frivolo Pif .

E vabbè, caro Pif, fattene una ragione, sarà pure una cifra inconsistente…. vorrà dire che considereremo Maniaci, oltre che un estortore, un pezzente cazzone che si macchia di un reato per averne indietro una contropartita stracciona. Adele Fortino

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