lunedì, maggio 16

LA VERA STORIA DELLA RISTRUTTURAZIONE DEL JOLLY HOTEL

Questo povero Jolly Hotel, già albergo di comfort nei decenni passati, continua a non avere pace. In principio fu l’imprenditore Cesare D’Amico che propose una sopraelevazione. Ricordo che si accese un dibattito in città al quale presi parte pure io, scrivendo, non mi ricordo più dove, che sarebbe stato uno sconcio estetico interrompere lo sky line di una Palazzata cui avevano contribuito anche il Piacentini e Alberto  Samonà.



Poi il Jolly passa di mano: un gruppo di società e privati lo rilevano con l’intento di farci un residence. Iniziano i lavori di ristrutturazione e zac, eccoti l’intoppo: sul tetto della struttura compaiono due torrette in mattoni forati (un torrino scala e i locali di servizio) e un gruppo di pilastri, tecnicamente detti “cavedi” che contengono dei tubi. Questi sono una quindicina e i tecnici non li hanno segnalati nel progetto presentato ai Sovrintendenza. Conclusione l’architetto Mercurio, appunto dell’organo di controllo,  dà il suo imprimatur. Si ribella D’Amico che fa ricorso alla Commissione edilizia di Palazzo Zanca, alla Sovrintendenza e alla Procura della Repubblica di Messina.
E i lavori vengono bloccati. Stanno trascorrendo i sessanta giorni regolamentari nel corso dei quali il Comune sta provvedendo a rifare il progetto comprendente anche i famigerati cavedi. Poi sarà il turno della Sovrintendenza. Se i pilastri otterranno il suo placet, i lavori andranno aventi. In caso contrario si dovranno eliminare.

Una riflessione: per ottenere queste informazioni mi sono dovuta fare “raccomandare” da un amico che mi ha “presentato” a un tecnico municipale. Che succede? La classe dirigente è riottosa  e poco trasparente ovvero è la classe giornalistica che tende a fare una informazione abborracciata e tendente allo scandalismo? Adele Fortino

1 commento:

  1. La Commissione Edilizia Comunale non esiste più da qualche anno, purtroppo. Il progetto della sopraelevazione presentato a suo tempo da D'Amico non fu approvato dalla allora C.E.C. perché negli atti di autorizzazione all'edificazione dell'albergo Jolly (Licenza Edilizia) esiste un documento di provenienza in cui è inserito un vincolo di immodificabilità anche della sagoma e delle facciate; tale atto (che oggi sarebbe utile riesumare) fu esaminato con molta attenzione prima di emettere il parere negativo. Ovviamente il motivo è che "sarebbe stato uno sconcio estetico interrompere lo sky line di una Palazzata cui avevano contribuito anche il Piacentini e Alberto Samonà".

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