giovedì, maggio 5

VALANGA DI INSULTI DAL FRONTE DEL NO. E SE SPACCHETTASSIMO I QUESITI?

La furbata di Renzi di trasformare il referendum sulla riforma costituzionale in un plebiscito sulla sua persona (ma non poteva più virilmente andare dal Capo dello Stato e invocare nuove elezioni?), mi ha indotto a tentare un ragionamento che evitasse di cadere “dalla padella nella brace”, e cioè il rischio di passare dal premier Matteo (Renzi) al premier Matteo (Salvini), per dire…. Un ragionamento alla buona, tipo casalinga di Voghera, che mi ha portato a sostenere l’assunto: scegliamo il meno peggio, turiamoci il naso e votiamo SI a ottobre. Apriti cielo, si è scatenato il fronte del NO che mi ha alluvionato di insulti, improperi, bacchettate, contumelie.



Da tale reazione ho capito che ci vuole ancora una lunga riflessione sul punto. Intanto vediamo come andranno le amministrative (la vedo nera per il nostro Matteuccio, il quale però si è parata la botta e sosterrà, in caso di sconfitta, che il vero giudizio popolare lo si avrà a ottobre).
Il rischio è che, se, giustappunto a ottobre, vince il fronte del No,  in Europa e nel resto dell’universo, dopo le sviolinate del nostro premier sulla bontà delle sue riforme e considerato che l’opinione pubblica si fa un’idea di ciò che succede nel mondo leggendo velocemente i titoli dei giornali o ascoltando distrattamente le notizie dei telegiornali, daremo, al solito, l’immagine di un Paese che non vuole cambiare.

L’unica soluzione, allo stato delle cose, sarebbe forse quella di sabotare Renzi, spacchettando i quesiti e scompaginando così l’esito da lui agognato. Avranno questa forza i virulenti sostenitori del NO?  Adele Fortino

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