lunedì, luglio 18

QUEL BOWN-NOSE (LECCACULO) DI ALBERTO VERONESI

Una notizia letta sulla stampa di oggi mi induce a uscire dal tunnel nel quale mi ha cacciato un cupo malumore scaturito da un problema personale e dal respiro di sangue e morte degli ultimi accadimenti mondiali.



La notizia è la seguente: Alberto Veronesi, direttore d’orchestra milanese, noto più per essere figlio di Umberto che per la perizia e la fantasia con cui usa la sua bacchetta, lascia a metà l’esecuzione della Tosca al Festival pucciniano di Torre del Lago per protestare contro l’annullamento delle elezioni di Viareggio (e la conseguente sostituzione del sindaco con un commissario) e, en passant, anche contro la strage di Nizza. Un gesto stupido oltre che folle che ha mandato su tutte le furie gli organizzatori della serata. La vicenda appare tanto più ridicola in quanto lo stesso Veronesi ricopre dal lontano 1999 il ruolo di Presidente della Fondazione del Festival pucciniano nominato proprio del sindaco esautorato. E già, Veronesi adora il luccicante mondo della Politica, consapevole che solo la Politica può consentirgli di fare carriera. E’ talmente appassionato dei fatti della Polis che, alle ultime amministrative, presentatosi nella lista “Beppe Sala sindaco”, nel fargli una strepitosa campagna elettorale ha inondato di messaggini inneggianti a Sala moltissimi suoi conoscenti palermitani che MAI avrebbero potuto votare dalla lontana Sicilia il vertice amministrativo lombardo. Ma Sala non si è disobbligato, nessun incarico è arrivato a Veronesi né a livello assessoriale né come esperto culturale.  Veronesi  però non teme frustrazioni: per ben sette anni è stato Direttore artistico dell’Orchestra sinfonica siciliana, percependo ben 300mila euro l’anno per un totale di 2.100 milioni complessivi.

In conclusione, deluso dalla disattenzione di Sala, l’entusiasta direttore d’orchestra, ha rivolto la insopprimibile voglia di lecchinaggio (gli americani lo chiamerebbero “brown-nose”) al sindaco pidiessino di Viareggio, inscenando la protesta proprio alla conclusione del solenne “Te Deaum”. Tra le urla e i fischi degli astanti. Con l’unica conseguenza che il Maestro Puccini che era impegnato a rivoltarsi nella vicina tomba a seguito dell’esecuzione della sua Tosca, si è finalmente placato con un sospiro di sollievo. Adele Fortino

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