mercoledì, luglio 20

TURCHIA: FELTRI DI SINISTRA VERSUS MENTANA FASCISTA


Ieri sera su “In onda” (la Sette) si parlava di Cose Turche. Sono rimasta allocchita nel sentire Vittorio Feltri che esprimeva la più viva e feroce indignazione per la repressione di quel fasci-nazista di Erdogan cui faceva da contrappunto un Enrico Mentana, mascella teutonica, che declinava una gelida quanto cinica realpolitik. Io, per la prima volta nella mia vita, ho apprezzato non solo il ragionamento del direttore di Libero ma soprattutto la passione con la quale esprimeva un autentico sdegno di uomo che  vedeva nelle raggelanti epurazioni di massa, nella mortificazione inflitte ai prigionieri, nell’umiliazione di centinaia di soldati deprivati di qualsiasi dignità umana, il segno di un degrado morale intollerabile. Feltri, ieri sera, ai miei occhi ha dismesso la sua immagine di fascista storico. Sembrava un uomo di sinistra.



 Al contrario Mentana, reso più arrogante dalle performances imprenditoriali del suo editore, impressionava per la totale carenza di spirito di umanità sostenendo che con la Turchia noi, in qualità di europei, dobbiamo mantenere un rapporto aperto sia per motivi economico finanziari sia per il patto siglato qualche mese fa, sui migranti




. Vabbè, è chiaro, il problema è spinoso,ma una posizione di ferma condanna dello schifoso comportamento di Erdogan, da parte dei paesi europei non darebbe forza al nostro grado di civiltà conquistato attraverso secoli di ricerca incessante di una identità culturale? Adele Fortino

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