lunedì, agosto 1

ANGELA MERKEL CORAGGIOSA STATISTA

Ricordo di avere cantato un peana, sulle pagine di questo blog, per Angela Merkel che aveva preso la decisione di stanziare una barcata di milioni con l’obbiettivo di offrire asilo e solidarietà a migliaia di uomini donne e bambini in fuga dal dolore. Un comportamento da vera statista, dotata di denso carisma e ascoltata dal suo popolo. La sua decisione di aprire le porte ai profughi siriani, storica e dirompente, evitò una crisi umanitaria in Ungheria.



Oggi, dopo gli episodi di violenza che in pochi giorni hanno scosso le fondamenta della tranquillità e della stabilità tedesche, la Merkel sembra camminare su una corda tesa.  Il clima in Germania è molto cambiato, è risorta la destra xenofoba, si è definita una fronda all’interno del suo stesso partito e nella popolazione si è diffuso un senso di insicurezza e di diffidenza. Nonostante ciò lei, nel corso della conferenza stampa di qualche giorno fa, ha lanciato un messaggio rassicurante e ostinatamente coerente: ci sarà più sicurezza, proteggeremo meglio i nostri cittadini ma non cambierà la politica di accoglienza dei migranti in fuga dalle guerre.



Importante decisione che cerca di tranciare alla base la banalizzazione fatta dal popolo tedesco (istigato dall’estrema destra) di associare il flusso dei migranti (oltre un milione solo l’anno scorso) al rischio di terrorismo. Insomma Angela Merkel ha dimostrato di volere rimanere coraggiosamente se stessa anche quando tutto intorno a lei è cambiato. E questa sua calma è uno dei pochi fatti che, nello scenario apocalittico in cui annaspiamo, ci racconsola.

Vi ricordate quando, anni fa, Berlusconi la definì “culona inchiavabile”? La Merkel non si meritava questa sintesi pecoreccia (e noi non ci meritavamo Berlusconi). Adele Fortino

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