martedì, agosto 23

CARO BRUSCHETTA, SEI DAVVERO UN "NON PROTAGONISTA"

Caro Ninni Bruschetta, non intendo entrare nel merito delle polemicuzze che stanno squassando il teatro di Messina. Sono oggettivamente tetre. Vorrei piuttosto fare un’osservazione relativa alla tua missiva sulla Gazzetta rivolta al pubblico e quindi anche a me, nella quale, con accenti lividi e mood da portineria, fai le pulci al comportamento del nuovo sovrintendente Egidio Bernava. Lungi da me il tentativo di difendere l’operato del suddetto. Tra l’altro il tempo di permanenza di Bernava al teatro è così esiguo da non potere fornire elementi concreti per un giudizio di valore. Intendo  riferirmi alla tua osservazione relativa al fatto che il nuovo sovrintendente è stato nominato da “politici e politicanti” impegnati nel solito “balletto della politica”.




Niente di nuovo sotto il sole, pertanto. Ricordi quando Accorinti, nel 2013, appena eletto vertice amministrativo di questa sfortunata città, doveva esprimere il nome del presidente del teatro? E ricordi che Accorinti reclamizzava la sua rivoluzione tutta tesa al cambiamento radicale delle regole? In questa ottica aspettavamo la nomina del vertice del teatro come una sorta di carina al tornasole, il paradigma attraverso il quale si poteva constatare l’inizio della Grande Mutamento. Il sindaco, dopo aver cincischiato per un lasso di tempo, nominò Maurizio Puglisi, personaggio sconosciuto ai più ma amico tuo. Poiché nell’elenco delle persone che avevano presentato una istanza per ricoprire quel ruolo c’era Rocco Familiari, non soltanto drammaturgo ma anche manager teatrale (ricordi Taormina arte?)con i fiocchi, avrebbe dovuto essere lui , de plano, a occupare la poltrona di presidente. Ma Accotinti gli preferì Puglisi. Perché vicino a te che avevi a tua volta contribuito al suo successo elettorale al ballottaggio. Nessuna differenza quindi, nel merito e nel metodo, con i politici e politicanti che hanno, qualche giorno fa, nominato Bernava.




Con questa lettera, caro Bruschetta, hai confermato di essere ciò che tu stesso hai ammesso di essere, nel tuo ultimo e fortunato “manuale di sopravvivenza dell’attore non protagonista”: appunto, un non protagonista. Adele Fortino              

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