giovedì, agosto 11

MA CICCIOTTELLA E' UN INSULTO?


Sulla vicenda ormai stantia delle tre atlete azzurre  definite dal direttore di Quotidiano Sportivo “cicciottelle” si è già detto tutto. Troppo. Agli impettiti rimproveri del web, al profluvio di osservazioni scandalizzate sull’inosservanza del politicamente corretto, si sono opposti pure due analisti di razza: Beppe Severgnini sul Corriere e Michele Serra su Repubblica. Più paraculo il primo, più puntuto il secondo, hanno ambedue sostenuto l’inutilità di un dibattito così acceso. Io vado oltre. Dico che non se ne può più delle prese di posizioni, maschili o femminili (peggiori queste ultime), in difesa delle donne. Ogni ragione è buona per scatenarsi contro il sessismo di questa società, ogni futile motivo è sufficiente per fare delle donne “insultate”, vittime da tutelare.



 Le tre arciere definite “cicciottelle” non hanno di che lamentarsi ( e, infatti, non risulta si siano lamentate) se sono state descritte utilizzando un epiteto affettuoso, tenero, materno. “Cicciottella” è una creatura un po’ in carne, di solito di bel carattere, solare, piena di gioia di vivere soprattutto quando gusta le delizie della tavola e rimane schiantata di fronte a un libidinoso cannolo alla ricotta. Basta con questo femminismo di accatto che si nutre di luoghi comuni, ripete argomentazioni trite e, per dirla tutta, provoca l’orticaria. Noi donne non abbiamo bisogno di difensori di ufficio, di avvocati comprensivi. Ci sappiamo tutelare da sole. Anzi. Facciamo una certa fatica per non spaventare gli uomini che entrano in contatto con noi. Adele Fortino

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