martedì, agosto 23

STEFANIA, LA TRECCINA E IL 79 DIURNO

Stafania cammina svelta per strada nonostante la calura meridiana. Capelli corti raggrumati in cima alla testa da dove pende gagliarda una treccina finta biondo platino che contrasta col fondo castano; da Google ha appreso che il 79 diurno parte alle 15,15 dal Cavallotti. Avanza decisa verso la fermata ma, ignara delle misteriose norme che regolano il flusso degli autobus, sbaglia senso e sale sul mezzo che viaggia in direzione opposta. Dopo qualche minuto arriva al capolinea, la stazione di Messina. E’ già un po’ incazzata con se stessa, ha voglia di mare e l’avere lasciato l’auto a  casa preferendo la frequentazione del pubblico (questo le ha insegnato lavorare al Nord) comincia a diventare un problema.



Con un colpo all’indietro della treccina riprende la propria gagliardia e contratta con l’autista del mezzo. Gli propone di restare in attesa che lo stesso mezzo riparta in direzione del mare faroto dove l’aspettano i vigorosi gorghi dello Stretto darrighiano. Ma l’autista è irremovibile. Deve andare al Cavallotti e aspettare l’autobus delle 16,05. Masticando fiele Stefania si avvia seguita da un paio di altri ragazzi con pinne e occhiali. Lì lo sderenato gruppetto consulta Google e  apprende che l’orario di partenza del 79 diurno è alle 16,20. Ma la delusione è dietro l’angolo. Sì, infatti da dietro l’angolo spunta lo stesso autobus da lei lasciato alla stazione, il cui autista proclama con voce stentorea “Si parte alla quattro e mezza”.

La misura è colma. La treccina di Stefania vibra di sdegno. Sostenuta da un colorito turpiloquio, si avvia affranta in direzione della propria automobile pensando con frustrazione a quanto è alto lo scotto che bisogna pagare per godersi un paio di giorni di vacanza nella propria splendida terra. Adele Fortino

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