sabato, settembre 17

ACCORINTI ETERNO NARCISO PATOLOGICO, SACERDOTE DELLA STRACCIONERIA, SPIRITO PICCOLO BORGHESE

Se John Gay, scrittore settecentesco, avesse conosciuto Renato Accorinti, Sindaco di Messina, insieme ai banditi,  ricettatori, prostitute, avvocati disonesti o carcerieri compiacenti, nella sua famosa “Opera dello straccione”, avrebbe inserito a pieno titolo il vertice amministrativo peloritano. E già. Perché la fantasia dell’Artista sarebbe stata conquistata da questo “personaggino”, narcisista patologico e sacerdote della straccioneria. 




Ho letto, con scompisciato divertimento, le cronache che raccontano di un dossier prodotto dal Consigliere Giuseppe Trischitta (Forza Italia) contenente tutti gli scontrini  di una trasferta a Milano che il vertice cittadino fece a marzo in occasione dei 90 anni di Dario Fo. Ve la riporto integralmente: 360 euro (aereo), 3 euro (caffè), 4,80 euro (cioccolata), 54 euro (alloggio), pasto con bufalotta e birra (14,80 euro).Ora, non si può dire che Accorinti abbia scialacquato. Ma il punto non è questo. Sostiene Trischitta che il sindaco non partecipò alla festa di FO in veste istituzionale, quindi avrebbe dovuto sostenere le spese di tasca propria.




 E, a proposito , c’è da dire che quando iniziò la sua ascesa al potere cittadino Renato-Free Tibet dichiarò che non avrebbe percepito 7.660 euro al mese, pari all’emolumento che gli toccava, bensì solo 1700 euro, quale insegnante di Educazione fisica. Di questi soldi accantonati nessuna sa nulla. Pare che, stornato il compenso della scuola, Accorinti prelevi ogni mese il 40% della somma accumulata  per le tasse, lasciando il resto lì in giacenza. Ma quante sono queste riserve? Non si sa. Soltanto quando staccherà le terga dalla poltrona di Palazzo Zanca, SORPRESA!, il sindaco rivelerà l’arcano. In questo periodo di scialo di vita,




 Renato Accorinti si è ben guardato dal governare la città (ruolo che gli è scognito), dedicandosi a glorificare il proprio narcisismo, a interpretare la liturgia dello straccione e a nutrire il suo esprit piccolo borghese, annusando cioè scampoli del bel mondo che, fino al 2013, lo aveva sempre rifiutato. Adele Fortino

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