giovedì, settembre 15

IO TECNOLESA E LA TELECOM-TIM STRAFOTTENTE


Devo raccontarvi la mia dis-avventura con Telecom-Tim. Venerdì scorso 9 Settembre scompare sul mio pc la connessione Internet. Chiamo il mio tecnico che purtroppo abita in provincia e lui mi comunica che ci sarà un problema in centrale perché il modem da lui vendutomi qualche mese fa non può essersi rotto. Così chiamo il 187. In principio ho una bella sorpresa, il contatto con l’operatore è quasi immediato. L‘operatore è gentilissimo, prende l’appunto ma mi comunica con voce flautata che il guasto non potrà essere riparato prima di martedì 13, essendoci di mezzo la fine settimana e avendo bisogno di 48 ore per intervenire sul mio s-collegamento. E ciò dopo avermi fatto fare pignolissime prove sul modem. Arriva il martedì e a tutti i miei solleciti viene risposto che EVIDENTEMENTE il guasto in centrale doveva essere molto complicato.




 Nel frattempo ricevo molte richieste di interviste perché Telecom-Tim voleva sapere se fossi stata trattata bene. Poiché le interviste mi annoiavano io ho dato punteggio 10 a tutte le domande. Sempre con molto fair-play. Alle 22 del martedì, sempre s-collegata, perdo i nervi, chiamo il 187 e scaravento alla mia interlocutrice (sempre con voce mielata) tutto il repertorio del mio migliore e più efficace turpiloquio. Così l’indomani, di prima mattina, mi chiama un tecnico Telecom che mi annuncia, dopo le opportune verifiche, che in centrale non c’è alcun guasto e che il problema sta nel mio modem. Conclusione alla quale sarebbero potuti arrivare anche due giorni prima. Chiamo il mio tecnico che mi dice che il mio modem è in garanzia e che quindi lui potrà venire venerdì 16 per prelevare i modem “ciaccato” e riportarlo dopo averlo riparato, non prima del lunedì successivo. Con gli occhi fuori dalle orbite corro al centro Tim di Viale San Martino e, come una cornuta, acquisto un modem nuovo a euro 69. Al negozio mi si assicura che basta collegare i cavetti e io avrò risolto il mio problema.



Ma.. amara sorpresa, per ottenere l’accesso a Internet devo configurare il nuovo apparecchietto. Richiamo il 187 e comunico che io, da brava tecnolesa, non so configurare un bel NULLA. Loro mi rispondono serafici che se voglio essere guidata da loro per telefono devo pagare 29,50 euro; se invece voglio a casa il configuratore il costo sarà di 95 euro. Crollo, un vero crollo nervoso e in emergenza chiedo aiuto a mia nipote Lucia che, avendo quarant’anni meno di me, con queste faccende procede con disinvoltura generazionale. La differenza tra me e lei? Lei è digitale nativa e io digitale tardiva. Finalmente ieri, 14 settembre alle ore 15,30, riacquisto la felicità esistenziale. Adele Fortino 

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