sabato, settembre 17

LO CHEF CALIRI GENIUSU E PASSIONALE


Lo chef Caliri, del Marina di Nettuno Yachting Club, è stato scelto come ambasciatore della Sicilia, nell’ambito di una iniziativa della Scuola Internazionale di cucina italiana di Gualtiero Marchesi. Devo ammettere che la notizia mi ha fatto piacere perché ho sempre pensato che lo chef Caliri avesse in sé qualcosa di “geniusu”; in primo luogo per come affronta l’aspetto creativo del suo lavoro (mi ha procurato una vera emozione gustare un baccalà al vapore su un letto di crema di broccoletti verdi siciliani con in cima un imperiale gambero fritto) e in secondo luogo per il suo comportamento, diciamo così, social-mondano. 


Aneddoto. Una sera ero alla Marina di Netturo perché l’amico Pintaldi mi aveva inserito in una giuria che doveva valutare una cena preparata da un cuoco (o una cuoca) sconosciuto. L’antipasto, una insalata russa, non rallegrò il mio palato, perciò diedi al piatto un voto scarso. Per motivare la mia giudizio negativo dissi che “oltretutto i piselli sono surgelati”. Lello Caliri (così lo chiama il suo estimatore Antonio Virgilio, ma in realtà chiamasi Pasquale), avvampò di indignazione, si fiondò in cucina , ne riemerse di lì a poco e scaraventò sulla tavola una manciata di baccelli freschi di rugiada. Restammo tutti basiti. Quando si appalesò la cuoca (scoprimmo solo al termine della cena che trattavasi dell’atleta Silvia Bosurgi) io mi feci un convincimento: lo chef Caliri con quel gesto indignato e, diciamolo, un po’ scamardato, aveva difeso sì la categoria dei cuochi ma dichiarava, con vibrata passione, un inconfessato innamoramento per la graziosa Bosurgi. Adele Fortino

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