sabato, ottobre 22

IL VANESIO ( EX) LEADER MAXIMO, D'ALEMA

Il sempreverde D’Alema, forse invelenito dal sorpasso nei sondaggi del “Sì” sul “No”, esce al naturale facendo una previsione che suona pressappoco così: “Voteranno per il Sì soltanto gli anziani forse perché non sono riusciti a capire quanto è brutta la riforma costituzionale”. Osservazione volgare e politicamente scorretta, degna di un personaggino che patisce ancora per la sua estrazione piccolo borghese nonostante abbia sciacquato i panni nel miracoloso fiume del Pci. Rifacendosi la bocca con i mocassini da due milioni di lire, l’Ikarus dalla tolda del quale parlava al cellulare con Condoleezza Rice (“Bay bay, Condy”), consumando con gli amici casse di Moet e Chandon, le cui foto giganteggeranno sui giornali di gossip.



Voglio raccontare un mio ricordo personale del leader Maximo . Correva l’anno 2006 e a Messina, con l’associazione Cariddi-Scilla facevamo una cazzuta lotta al Ponte sullo Stretto. Insieme a Piero David, altro combattente sul fronte del NO al Ponte, abbiamo ottenuto un appuntamento con D’Alema, allora prestigioso esponente dei Ds. Max ci accoglie, nei locali della Fondazione Italiani Europei, con un sorriso algido avvertendo subito: ”Ho solo due minuti per voi”. L’osservazione mi fa scattare un meccanismo di aggressività mascherata, comincio pertanto a sciorinare il mio repertorio brillante fatto di battute, allusioni, ammiccamenti, tentativi di seduzione.




 Il Nostro ci casca come un pero cotto e io arrivo a raccontargli che anni prima, quando lui era Presidente del Consiglio, avevo fatto un sogno nel quale lui era protagonista. D’Alema mi sollecita vivamente a raccontarlo. E io attacco: sono in una camera da letto, esattamente sono proprio sul letto e aspetto che mi raggiunga lui, il Grande Presidente. Lui appare con un sorriso seducente ma contestualmente si appalesa mia sorella Liliana, la mistica di casa Fortino, espressione di una intransigente morale cattolica. Io mi irrigidisco …. e tutto finisce in un nulla derelitto. Fine del sogno. D’Alema appare smagliante per la gratificazione (Piero David intanto se la ride alla grande) e utilizzando la sua vivace intelligenza osserva: “Perciò tua sorella Liliana sta alla mia vita sessuale come le elezioni regionali del 2000 stanno alla mia vita politica”.

Insomma tra Ponte, mocassini, battute, sogni e narcisismi glorificati era passata un’ora piena. Il vanesio leader Maximo aveva dimenticato che poteva concederci ….“soltanto due minuti”. Adele Fortino

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