lunedì, ottobre 10

MARINO, PERBENE MA... UN PO' CAZZONE

Certo che, alla luce dell’assoluzione del prof. Ignazio Marino, a Via del Nazareno si sentiranno totalmente coglioni. Sbattono fuori dal Campidoglio, per giunta in modo selvaggio e illegittimo, il sindaco pidiessino e, inconsapevolmente, aprono i portoni a Virginia Raggi con il suo seguito di pentastellati. Confermando la sempiterna anima tafazziana della sinistra italiana. In questi giorni la beffa: tutte le colpe attribuite a Marino vengono lavate col bianco splendente dalla magistratura. E quindi oggi il Pd ha sul groppone la Raggi come sindaca e Marino con le sue dichiarate voglie di revanche e di re-inserimento.




Detto questo però, vorrei fare una breve analisi delle gaffes, degli inciampi, delle superficialità orchestrati da Marino che, nonostante la sua buona conduzione del Campidoglio, ne hanno determinato un’immagine di cazzone. Gira in bicicletta con zainetto bene in vista per dimostrare sobrietà, costringendo la scorta a maratone boccheggianti; se usa l’automobile, una modesta Panda, utilizza per il parcheggio l’area del Senato senza essere più senatore; affronta con gagliardia le battaglie civili, festeggiando i “nubendi” in piazza S.Pietro, proprio sotto il naso del Vaticano, capace di terribili vendette, con la conseguenza che Bergoglio sente il bisogno di CHIARIRE con espressione dura: non sono stato io a invitare Marino a Philadelphia;




 Roma viene stremata da un nubifragio e lui si trova a Milano; esplodono i funerali di Casamonica e lui è a fare immersioni nei mari del Sud. Insomma Marino è  una persona perbene ma ha fatto di tutto per alimentare pettegolezzi sulla propria immagine di Marziano. E ciò forse per un eccesso di frivolezza e di fatuità. Ma perché uno scienziato come Marino sente il bisogno masochistico di sconciare con determinazione il proprio nome brillante e onorato? Adele Fortino

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