domenica, ottobre 9

UN CARTELLONE BENEDETTO DALL'ACQUA DI LOURDES

Buono il cartellone del Teatro V. Emanuele, relativo alla stagione 2015/2016, presentato ieri, in maniera informale, ai giornalisti, buono e variegato, ricco e succoso. Ce n’è per tutti i gusti, dallo spettacolo impegnato per palati fini a quello lieve frizzante per chi intende trascorrere un’ora senza complicazioni. L’ho discusso al telefono con Rocco Familiari che ha dato il suo più che convinto placet.




Tra il Sovrintendente Egidio Bernava e il Direttore artistico Ninni Bruschetta sembra scoppiata la pace come se ambedue si fossero immersi nelle acque miracolose della piscina di Lourdes. Spande un’aura di armonia anche la presenza dell’esperto per la musica Giovanni Renzo, sempre sul punto di gettare la spugna ma pronto a fare marcia indietro, per eccesso di affezione al teatro, un minuto dopo. Bernava, dall’alto del suo ruolo, si è assunto l’onere, gravosissimo, di far quadrare i conti, sperando fervidamente nell’acquisto degli abbonamenti da parte del pubblico messinese. Renzo ha rinunciato alla lirica in quanto troppo costosa tuttavia ha tirato fuori un programma niente male, sforzandosi con tenacia di far lavorare gli orchestrali ancora non stabilizzati (ma lo saranno mai?) nella pianta organica del V.Emanuele.




 A Bruschetta si deve il cartellone della Prosa, di cui abbiamo già detto. E bene. Il Direttore artistico ha da qualche mese interpretato un personaggio chiave nella fiction televisiva di Pontecorvo, “Lampedusa”. E’ un imprenditore del turismo isolano che, con tratti grevi, contesta per interessi economici la presenza dei migranti sull’isola. Viene dipinto come uno stronzo, creando nei telespettatori una gran voglia di rifiuto. Poi la mutazione: dal motoscafo di sua proprietà, nel quale ospita i clienti del suo albergo, vengono avvistati alcuni ragazzi di colore preda delle onde, volti terrorizzati e corpi in affanno. Sul viso dell’Imprendotore-Bruschetta, si scolpisce un’espressione di rara efficacia. Quel viso parla di un cambiamento radicale del suo punto di vista. Trionfa l’uomo sull’imprenditore, l’humana pietas si sostituisce alla abituale spocchia. Ninni non resiste a un imperativo categorico della sua anima e si butta in acqua per salvare un ragazzo. Scena centrale della fiction (interpretata magistralmente) che aveva l’obbiettivo morale di sensibilizzare la popolazione italiana al problema. Anche se l’Italia sta dimostrando, al di là delle fiction televisive, di esser una paese dal cuore grande. Adele Fortino 

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