mercoledì, novembre 9

Le "VERDEGGIANTI" MACERIE INTORNO ALL'INCENERITORE

Schiantata dalla notte trascorsa appesa alle notizie americane, ma, soprattutto disperata per il successo ottenuto da un essere indecente che corrisponde al nome di Trump, impossibilitata a palarne perché entrerei a piedi uniti nel turpiloquio, ho deciso di  aggiungere qualche particolare rilevato nel corso della mia visita, in compagnia di Linda, l’Ingegnera-Pulzella, all’area dell’inceneritore. Vi vorrei parlare delle macerie, sparse dappertutto, accumulate nel corso di demolizioni precedenti (alcune casette e il corpo di fabbrica che conteneva gli uffici del cosiddetto ecomostro) e abbandonate all’acqua e al vento. Elementi salvifici che hanno fatto un lavoro egregio, proprio sul piano estetico: hanno ricoperto i cumuli di materiale di risulta di una fitta coltre verde da cui, qua e là, emergono eleganti ciuffi di una pianta selvatica che ,attualmente è fiorita con spighe color del grano, molto gradevoli alla vista.


Per cui, tutto intorno al vituperato inceneritore, si allarga a onde, anzi a dune, un’ampia spianata ondeggiante.


Al di là del colpo d’occhio, si intuiscono, negli interna corporis, amianto, pezzi di piastrelle, inquinanti di ogni sorta, in compagnia di topi e altre creature, immagino,  simil-trump.

Le imponenti mura delle Cittadella chiudono questo composito spazio, dentro il quale troneggia un magnifioo  portale barocco, cui è stato accostato un muro in mattoni atto a nascondere altre turpitudini, sottraendole a sguardi smarriti. AH! Peccato che la letargica Regione abbia dimenticato di nominare il responsabile alla sicurezza, provocando un inevitabile rinvio della prima agognata picconata all’ecomostro. Si spera che il prode Crocetta ripari subito al danno perpetrato dall’indolente Croce. Adele Fortino

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