giovedì, novembre 17

REFERENDUM: COME E' VARIEGATO QUESTO FRONTE DEL NO


Il filosofo Massimo Cacciari, uno degli intelletti più brillanti del nostro paese, l’ha chiamata “secessione delle plebi”, intendendo riferirsi alla inaspettata vittoria di Tramp, negli Stati uniti. Cacciari sostiene che  negli States il ceto medio povero, dimenticato e rabbioso, abbia con forza espresso la propria frustrazione esistenziale cacciando nelle retrovie establishment ed èlites. Per questo motivo Tramp, l’impresentabile, complice anche il sistema elettorale americano, ha conquistato la Casa bianca.



 Ciò che ha prodotto un ri-nato neofascismo nel quale sono convogliati gli entusiastici consensi di Le Pen, Orban, Grillo, Salvini-Meloni, Putin e tutta una pletora di dittatorelli di infima categoria, che oggi costituiscono un vero pericolo per la nostra democrazia. Il ri-nato neofascismo ha convinto i sostenitori del NO al referendum costituzionale che, anche sulla base del vecchio adagio “non c’è due senza tre”, il 4 dicembre, dopo la Brexit e Tramp, in Italia vincerà l’eterogeneo blocco di chi non vuole la riforma costituzionale.



Vorrei esplicitare una riflessione. Nell’accozzaglia degli oppositori al SI’,  si trovano la Lega e il M5S, l’estrema sinistra e i Verdi, Forza Italia e Fratelli d’Italia ma, cosa più incredibile rintracciamo anche alcuni insigni costituzionalisti, già membri o presidenti della Suprema Corte. Cosa ci fanno questi soloni del Diritto, pagati il triplo dei colleghi statunitensi e il doppio di quelli britannici e canadesi (Perotti su “La Voce. Info”)? Perché si agitano questi tutori della legittimità degli atti della Stato e delle Regioni che hanno inventato la furbata di nominare il nuovo Presidente della Corte tre mesi prima dello scadere del suo ruolo, allo scopo di andare in quiescenza con un importo pensionistico superiore a quello di un giudice ordinario? E perché si ribellano con tanto sfarzo energetico oggi, quando, nel passato recente, non hanno fatto una piega  alla caduta di Prodi per mano di Berlusconi che si era comprato il senatore De Gregorio? Non  è stato quell’episodio scandaloso un vulnus profondo al nostro sistema democratico? Accanto alla “secessione delle plebi” non vi sembra di intravedere una “regressione delle élites”? Adele Fortino

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