lunedì, dicembre 12

NUOVO MUSEO REGIONALE: DIAMO A VIRGILIO...

E’ stato inaugurato il Nuovo Museo Regionale dopo ventisette anni di attesa. Sono state aperte soltanto tre sale, la struttura è fruibile soltanto nel fine settimana, i custodi sono precari. Tuttavia la città ha accolto l’iniziativa come un segnale importante di rinascita.  E noi, una volta tanto, vogliamo accodarci a questa sensazione di gratificazione intessuta di speranza. Speranza soprattutto che l’Assessore Vermiglio sia messo in grado di mantenere la formale promessa di completare l’operazione entro maggio 2017.


Ma, su un punto ci preme di fare chiarezza. Nei discorsi rituali relativi alla presentazione del nuovo museo è stato appena citato, quasi a volere espletare una formula doverosa, il ruolo di Franca Campagna (già Direttora della Filanda Mellinghoff) ma soprattutto dell’architetto Antonio Virgilio, che io definirei i Veri Autori della Nuova Struttura Museale. Le ardite soluzioni trovate per la sala montorsoliana, i caravaggeschi e i due Caravaggio, ospitati nello spazio fortemente caratterizzato dalla presenza funzionale di due possenti colonne, una rosso-Virgilio e l’altra nera in stucco veneziano, la zona dedicata ai resti della Basilica di San Salvatore con la cripta da un lato e le macerie dall’altro a memento dei tragici fatti sismici, tutto ciò, e tanto altro  ancora, sono frutto di un lavoro appassionato e competente del duo Campagna-Virgilio.



 Non sottolineare con forza questo aspetto significa mutilare la realtà storica, sorvolare sulla filosofia di fondo che viene espressa dal sofisticato progetto del Nuovo Museo ( uno dei più originali musei d’Italia in quanto raccoglie e ricostruisce  in una rete storicamente determinata le vestigia della città terremotata), sarebbe come capire il  Panteon ignorando il Partenone. I vent’anni di vita dedicati dai due ottimi dirigenti al Nuovo Museo Regionale sono il risultato del lavoro del nucleo fondamentale intorno al quale, a cascata, si sono inseriti gli altri interventi, possiamo dire marginali, ma non per questo meno importanti, effettuati dopo  il 2006. Questa, a nostro parere, è la vera storia del Nuovo Museo Regionale. Non sottolinearla con forza significa fare un torto alla Verità dei fatti. Ridurla a veloce citazione vuol dire deformare una realtà inconfutabile. Adele Fortino


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