sabato, gennaio 14

LA DOLOROSA STORIA DEL "TITO MINNITI"

Due numeri sintetizzano in un sol colpo le ragioni dell’agonia attuale da cui è afflitto l’aeroporto di Reggio Calabria: 1 milione e 350 mila. La prima cifra si riferisce al numero di passeggeri ideale per rendere il volo  economicamente appetibile; la seconda descrive la triste realtà, cioè gli utenti effettivi che utilizzano la struttura dello Stretto.


Manca clamorosamente cioè la quota di passeggeri messinesi, non aiutati, negli anni, da una gestione dello scalo priva del necessario collegamento tra le due sponde dirimpettaie. Si evidenziano inoltre altri nodi: il regime di monopolio in cui opera l’Alitalia che si accaparra l’85% dell’handling (cioè dei servizi a terra che forniscono assistenza a terzi);  un maggior numero di voli e la strategia di proporre tariffe agevolate. Bassa politica e mala gestio da parte della Sogas hanno portato questa società al fallimento ( attualmente è in gestione provvisoria e per risolvere la voragine attuale si è costretti a chiedere una proroga perché ancora non si è espletata la gara per scegliere una nuova società che amministri l’aeroporto). Il tutto condito da un debito cospicuo (più di otto milioni) e da vistoso calo di passeggeri (da 600mila a 350mila). Qualcuno sostiene che l’Enac, l’Ente che controlla gli aeroporti italiani, non avrebbe alcuna intenzione di arrivare alla concessione totale dello scalo, ragione questa che non attira l’intervento dei privati.



Oggi l’Alitalia, in crisi economico-finanaziaria, decide di abbandonare lo scalo reggino, ciò che ha determinato il panico nella asfittica classe dirigente e politica reggina. Mario Oliveiro, governatore della regione Calabria, scrive al ministro Delrio, i parlamentari calabresi democratici stilano una supplice interrogazione parlamentare, tra questi Demetrio Battaglia confida nell’intervento taumaturgico del Ministro dei Trasporti, Falcomatà ,il Sindaco di Reggio, si sveglia dal letargo e sollecita Delrio, il Sindaco di Messina, invece, Accorinti continua a godere di soporosa letargia.



Mentre si attiva Vincenzo Garofalo che, nei confronti della struttura calabrese, ha sempre avuto un occhio attento. Tutti si dimostrano tesi a evitare l’abbandono di Alitalia. Contro questo vociare confuso si scaglia Nino Costantino delle Cgil che chiarisce: i mali dell’aeroporto sono da addebitare in primis alla pessima gestione della Sogas, ragion per cui si deve procedere nell’immediato a dare la concessione ad altra società; l’Enac deve completare l’aggiudicazione della gara; ricordiamoci dei 200 lavoratori della struttura aeroportuale; come gli altri scali nazionali dobbiamo pensare a una “Società unica di gestione”; infine l’Alitalia deve confrontarsi con il nuovo gestore per concordare  strategie alternative. Insomma, noi messinesi, immersi nella mai risolta questione meridionale, siamo costretti a non viaggiare. Adele Fortino

  

Nessun commento:

Posta un commento

Recent

recentposts

Lettori fissi

Random

randomposts

Blog Archive