giovedì, gennaio 19

LA PIANA E LA LETTERA

Ho riflettuto molto prima di occuparmi su questo blog  dell’articolo di Fittipaldi uscito sull’Espresso , la settimana scorsa, dal titolo “Quell’eredità con finale a sorpresa”. Il noto giornalista, che vanta forti agganci in Vaticano con persone disposte a denunciare fatti e misfatti dello Stato cui appartengono, racconta una storia vecchia per Messina, risalente all’ottobre 2015 e relativa a una torbida vicenda che aveva come protagonista il dimissionario Vescovo di Messina, Lipari e Santa Lucia del Mela, Calogero La Piana, accusato di essere stato percettore di una cospicua eredità lasciatagli, in extremis, dal dottor Guido Bertolami.


 Le notizie, le illazioni, le supposizioni circolarono con insistenza in città. Anch’io ne scrissi sul “Fatto quotidiano”, raccontando che La Piana era stato indicato, quale erede universale, attraverso un biglietto scritto di pugno dal suo medico, con grafia incerta. Ecco il punto. Io questa lettera informale ma stilata dinnanzi a due testimoni, l’ho vista, l’ho letta (incredula e sbalordita) ma non l’ho pubblicata perché chi me l’ha mostrata ha preteso la mia parola di non renderne noto il contenuto, tenendo per sé il foglietto incriminato. Fittipaldi pubblica il famoso scritto ottenuto, a suo dire, dal Vaticano, che recita così: “ Con questa lettera voglio comunicare che ho avuto con Mons. La Piana un rapporto bellissimo di rapporti omosessuali che ho tenuto segreto per molti anni, ma penso che ora sia il caso di manifestarli, dato il caso particolare del momento in cui ci troviamo,  che potrebbe farli cadere nell’oblio. Questa lettera esporla e farla conoscere in caso di necessità per non far cadere tutto nell’oblio. Gli incontri avvenivano dopo le 22 o le 22,30 nel mio studio e spesso è stato incontrato dai miei vicini, dopo le 22 o le 22,30” (testuale).



Bertolami, è evidente, ha scritto tutto questo nel momento drammatico della sua fine, trovandosi in fase terminale per un carcinoma alle ghiandole salivari. Ma, nei due anni successivi alla scomparsa del medico, La Piana non aveva parlato con nessuno del lascito, ricevuto a titolo personale e non come Vertice della Curia messinese. L’alto prelato, dopo lo “scandalo”, fece silenziosamente ritorno al suo paesello natio e mai più è stato visto a Messina. Adele Fortino

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