lunedì, febbraio 27

IL "SINDACO" GRILLO E LA "PORTAVOCE" RAGGI

La portavoce del “sindaco di Roma” Beppe Grillo, l’eterea   rocciosa Virginia Raggi, sulla spinosa accenda dello stadio non sa che pesci pigliare. Deve non opporsi alla grande opera perché sennò i cinque stelle passerebbero per il partito del No. Ma la localizzazione prevista dal progetto è  sconsigliata, sia perché è stato sottolineato il rischio idrogeologico, sia perché la Soprintendenza ha messo un vincolo sull’area dell’ippodromo di Tor di Valle, appunto il luogo prescelto dal progetto.


Così il “sindaco Grillo” cala nella capitale. Ed entra ed esce dal Campidoglio come fosse casa sua. Nel frattempo dichiara alla stampa, nell’ordine: 1)sentire i desiderata della popolazione; 2) dello stadio si deve occupare un costruttore e non un palazzinaro; 3)  lo stadio va fatto altrove, altrimenti non lo facciamo; 4)  dimezzata la struttura cementizia abolendo le torri, Tor di Valle resta il sito migliore.


Ecco scodellato il vecchio amato Compromesso, come ai bei tempi della Dc. Mandando a farsi friggere la Soprintendenza e la fragilità del territorio.
Commenta il sofisticato Aldo Grasso, dalle pagine del Corriere: “La massa ha bisogno di culti, la democrazia di colti”. Adele Fortino

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