giovedì, febbraio 16

RENATUCCIO-LO SCALZO, OVVERO DON MINCHIA

Il no alla sfiducia ad Accorinti era scontato. E sapete perché? Perché la classe politica messinese è scadente. Perché l’azione del consiglio comunale (quella parte cioè che lo voleva defenestrare )è stata intempestiva nel senso che avrebbe dovuto attivarsi  l’anno scorso quando l’Amministrazione era al suo più basso livello per via della mancato bilancio di previsione 2015. Questo avrebbe rappresentato un motivo-principe di sfiducia. Oggi qualche stelletta il vertice cittadino (diciamo così) la trova, nella sua sconfinata paranoia , da appiccicarsi alla maglietta… gli autobus camminano, il secondo palazzo di giustizia ha superato un piccolo gradino verso la sua (molto futura) realizzazione. Si è chiuso il disastroso capitolo di Messinambiente (anche se del futuro non v’è certezza). Insomma, quando apre la sua boccuccia, Renatino qualcosa la può biascicare.


E ancora,a proposito di modestia politica. Che dire del Pd cittadino? Ma Carbone lo sa di essere il commissario del partito a Messina e non sarebbe stato logico che, mesi fa, si mettesse a punto una qualsiasi strategia per affrontare i nodi essenziali della vicenda  ? E, non dovrebbe dimettersi piuttosto Antonella Russo, la pulzella dei miei stivali? Per concludere con gli interrogativi, la presidente Barrile che ostenta un allure da vincente, perché si astiene in un’occasione come questa? Passi il fatto che l’astensione per lei è una cifra stilistica, infatti di solito non vota i bilanci, ma in questo caso non avrebbe rischiato un avviso di garanzia …

I

nfine, l’opportunismo. Perché rinunciare agli emolumenti che, in certi casi (vedi i 70mila euro annui della Barrile) sono pesantucci?


Ultima annotazione. Dopo la sconfitta della sfiducia ha preso la parola il sindaco che, causa la vittoria incassata, non stava più nella maglietta. Il suo patologico narcisismo è sgorgato irruente attraverso toni tribunizi, ha cazziato i consiglieri comunali invece di ringraziarli per la loro mediocrità. Insomma, a quel punto, Renatuccio, lo scalzo, è sembrato proprio  impersonare il ruolo di “Don Minchia”. Adele Fortino

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