domenica, maggio 14

V.EMANUELE, IL "CONCERTO GROSSO" DI DANIELE CAMINITI

Un concerto per palati fini quello offerto dal Teatro V.Emanuele in questo fine settimana. Pubblico non particolarmente numeroso ma attento e preparato. Un “concerto grosso” cioè, come sanno i musicofili, risalente all’epoca barocca, i cui esecutori sono prevalentemente gli archi. Tutti maestri dell’orchestra del teatro peloritano, talentuosi e raffinati. Primeggia Vivaldi, non quello delle “Quattro stagioni” che predilige la contrapposizione tra un solista e tutti gli altri, ma quello dei concerti grossi appunto, in cui la contrapposizione si stabilisce fra tre solisti e tutti gli altri. Abbiamo apprezzato anche altre due composizioni barocche,   del nostro Arcangelo Corelli e di Francesco Geminiani.


  Ma, dobbiamo dirlo, l’assoluto protagonista della serata si conferma Daniele Caminiti, il direttore d’orchestra. Di radici messinesi  e tuttavia cittadino del mondo, artista di razza e appassionato musicista, Caminiti dirige danzando e danza con tutto il corpo, travolto da una passione autentica, da una sorta di simbiosi tra la sua persona e la musica. Fatte le debite differenze, ricorda molto Stefano Bollani che, quando suona il pianoforte lo abbraccia, lo accarezza, lo possiede.  Scroscianti e ripetuti applausi sono stati premiati da un breve bis. Adele Fortino

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