mercoledì, luglio 12

NEMO PROFETA IN PATRIA, VIRGILIO E LA CITTA'

Ebbene, sì. Sono grande amica di Antonio Virgilio, forse da quarant’anni. E, in tale qualità, segnalo due accadimenti che mi hanno portato a ritenere che, nei confronti dell’Architetto Museografo, sembra esserci in atto una sorta di tentativo di delegittimazione, una voglia insana di velarne la creativa professionalità, un desiderio di far passare sotto silenzio alcune opere che sono la prova lampante di un talento innato, della vocazione alla bellezza di un professionista in cui la tecnica si coniuga a una fantasia sbrigliata.



E, in ordine strettamente cronologico, andiamo ai fatti. A metà giugno si inaugura l’intera struttura museale, grazie all’impegno dell’Assessore Carlo Vermiglio e della Direttora Caterina Di Giacomo, coadiuvata da tutto il suo staff. Devo ammettere che sono rimasta piacevolmente stupita. Non avrei scommesso un euro, a dicembre, quando avvenne una parziale apertura. Tutti a Messina sono a giorno del ruolo fondamentale che Virgilio ha avuto nel disegnare la disposizione delle opere contenute nel Museo regionale: e da più parti le soluzioni adottate sono apparse ardite e felici.



Ma dalla direzione della struttura di Viale della Libertà nessuno ha avuto la sensibilità, e mi riferisco segnatamente alla Direttora, di fare un telefonata di invito all’Architetto. E c’è di più. Nessuno gli ha spedito il cartoncino che invece altri hanno ricevuto. Mi chiedo: siamo in presenza di un caso di sciatteria comportamentale o dietro c’è una voglia di appannare, far sbiadire o addirittura relegare nell’oblio una persona che ha dato tanto a questa città?
E andiamo al secondo fatto, legato al primo da un filo rosso, appunto il nostro museo. 


Antonio Virgilio ha vinto in questi giorni il premio internazionale al Festival spagnolo di Santander, per avere firmato la scenografia di “Seconda primavera”, l’ultima fatica del regista cinematografico Francesco Calogero, girato prevalentemente nei luoghi “virgiliani”: ad Acqualadroni, residenza estiva di Virgilio e al Museo regionale, nella sala del Nettuno, realizzata da Antonio. Beh, il Nostro lo ha appreso dalla Gazzetta del Sud. Anche Calogero difetta di sensibilità. Anzi sfiora addirittura la rozzezza culturale. Adele Fortino

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