giovedì, luglio 13

RENZI, MENTANA E GENOVESE

Voterò Renzi alle prossime politiche, sulla base di un assunto: scelgo il meno peggio. E già perché, in questi tempi confusi in cui imperversano populismi di ogni genere, talebani di sempre e una rissa continua ed esasperante tra i membri di tutti i partiti e di tutti i movimenti, Renzi, aiutato da una autostima che rasenta la paranoia, appare insieme intelligente e furbo. E’ vero che, come diceva mio padre, la furbizia è il cascame dell’intelligenza, ma, in certi ruoli aiuta a sgamare l’avversario e quindi ad avere la meglio.



Una prova di questo mio giudizio? Ieri sera, sulla “7”, l’infaticabile Mentana ha intervistato il segretario del Pd, appunto Matteo Renzi, le cui spalle forti hanno sempre suscitato in me un misto di invidia e ammirazione (basti pensare alle perfidie di Bersani e D’Alema, al tritacarne dell’Inquisitore Travaglio che, su 20 pagine di giornale, 12 le dedica a Renzi, per demolirlo, è ovvio). L’ex premier se l’è cavata bene, gasato dalla recente gratificazione dell’interesse mediatico per il suo “Avanti” e, in ultima analisi, convinto che, rispetto ai cavalli di battaglia dei suoi detrattori, Consip, referendum perso e accuse di incoerenza politica, lui stava seduto dalla parte della ragione.




 Non so quanta  onestà intellettuale abbia profuso Renzi nell’arco del suo storytelling televisivo. Una cosa è certa: a fronte di una domanda del conduttore sulla vicenda giudiziaria di Francantonio Genovese, il segretario del Pd, ha risposto senza arrossire, “ci siamo riuniti al partito e abbiamo letto le carte, ciò che ci ha convinto a votare per l’arresto”. Grande furbata disonesta, perché, nel maggio 2014, si era sotto elezioni europee, la richiesta dell’autorizzazione a procedere aveva scatenato la ferocia dei grillini che, capitanati dal comico, avevano tuonato in maniera scomposta “fuori Genovese dal Parlamento”, Boldrini svegliati, potrebbe scappare”. A svegliarsi invece è stato Renzi che, avendo intuito l’aria che tirava, ha deciso di sacrificare sull’altare delle elezioni europee, l’<agnello> Genovese.



Invece di scappare il deputato messinese prese il primo volo per la Sicilia e, qualche ora dopo, si costituì. Anche per questo , alle elezioni europee, Matteo Renzi conquistò il 40% delle preferenze. Adele Fortino

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