venerdì, luglio 14

TAORMINA E IL SUO PROVINCIALISMO IGNORANTE

C’è una linea netta  che segna il discrimine tra destra e sinistra e che sembra essere una cartina al tornasole per capire chi coltiva idee di solidarietà e chi, invece, è fascista nel dna: il tema dei migranti. E, in generale, quando sento attacchi furibondi contro questi ultimi della terra che sfidano la morte nel momento in cui decidono di fuggire dal loro paese di origine, mi rendo conto che l’interlocutore è in prevalenza affetto da ignoranza. Non a caso Salvini, campione di celodurismo o Grillo, il comico prestato alla politica, sono certa non abbiano letto quei cento libri indispensabili per capire la vita. Ma anche Meloni con gli occhi a pallina di gazzosa o Berlusconi che ha sostituito le olgettine con gli agnellini.



Insomma tutto questo per dire che destra e sinistra sono categorie ineliminabili, aggiungendo un aforisma di Enzo Sellerio che recita: ”La Destra è <sinistra> e la Sinistra è <mal-destra>”.
Ma veniamo al punto. Visto che in questo periodo storico soffia forte un vento di razzismo, l’orribile Trump ne è l’esempio più repellente, biechi sentimenti di intolleranza si insinuano nella coscienza di molti. 



Per questioni di vicinanza geografica prendiamo un caso: la richiesta di sindaco e albergatori di Taormina di non accettare i 38 profughi che la prefettura ha assegnato al “paese dalla luce di quarzo”, con la bizzarra motivazione di una presunta “incompatibilità ambientale”. Insomma,  fuor di metafora, lor signori pensano che la perla dello Ionio, da poco tirata a lucido in occasione del G7, non debba essere  lordata dalla presenza di uomini sporchi e inestetici. Insomma, la regina del turismo siciliano, famosa per avere ospitato l’intellighenzia internazionale, in fondo è soltanto un provincialissimo paesone. Adele Fortino

Nessun commento:

Posta un commento

Recent

recentposts

Lettori fissi

Random

randomposts

Blog Archive