venerdì, agosto 25

MIGRANTI E IDRANTI

E’ stato presago Gad Lerner quando ha deciso di  strappare la tessera del Pd,  per l’ involuzione della sua politica su diritti umani e di cittadinanza.
Basta fare un esempio: l’accordo del ministro MInniti con i libici per fermare il flusso dei migranti, senza pretendere  che la Libia tenga un atteggiamento rispettoso dei valori umani, nei confronti di questi ultimi della terra, torturati, violentati, vessati da uomini senza scrupoli.  Una  drammatica conferma? I fatti di Roma, accaduti a seguito dello sgombero forzato di un palazzone del centro  di qualche centinaio di profughi, etiopi ed eritrei, scappati dalla guerra- Polizia in assetto antisommossa che, a fronte delle legittime resistenze di uomini e donne, deprivati di tutto, ha reagito con manganelli, idranti e violenza. Certo, c’è da dire che qualche atto fuori controllo era arrivato anche da parte dei migranti…



Pertanto non si può addossare la responsabilità di quanto accaduto alla sola polizia. Lo ha spiegato bene il Prefetto Gabrielli, con un implicito atto di accusa nei confronti della giunta Raggi (totalmente absent dal teatro della guerriglia): “ Qualcuno mi sa spiegare che fine ha fatto quella road map da me stilata insieme al Commissario Tronca per cercare di alleviare la questione della occupazione abusiva? E dove sono finiti quei 130 milioni di euro stanziati con  delibera per implementare quelle soluzioni alle stesse occupazioni abusive?”



Sulla 7, ieri sera, i commenti ai gravissimi fatti del giorno. Da sottolineare un battibecco tra Sallusti, fascistissimo direttore del Giornale e Cristian Raymo, giornalista e scrittore. Il primo,appare ovvio, a difendere la polizia “che non usa picchiare” (forse un Alzheimer dello spirito impedisce al vertice del giornale di ricordare i fatti del G8 di Genova) e il secondo a provare a spiegare la filosofia
 dell’accoglienza.




 Poiché Raymo, a  supporto delle proprie tesi, snocciolava dati e ragioni sacrosante, Sallusti, rosso in volto per la rabbia, decide di punire lo scrittore e  sibila con disprezzo: “Lei è un fascista”. Facendo, inconsapevolmente, un freudiano autodafé. Adele Fortino 

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