martedì, settembre 26

IL FUNZIONARIO DI MAIO

E così Di Maio è stato incoronato. Quale  erede di Grillo, un erede anomalo, senza il relativo dna: tanto irruente, dissacrante, provocatore è il comico genovese tanto grigio, burocratico, piccolo borghese è Di Maio.



L’investitura non è stata trionfale anzi decisamente amara per il giovane  azzimato virgulto che vuole  “cambiare l’Italia”. E poi c’è il nodo Fico che appanna il contesto, i mal di pancia serpeggianti negli ortodossi, le elezioni siciliane che non sembrano messe bene.



Lui stesso, il carrierista leader del M5S, non si ritiene all’altezza. Infatti, nel giuramento durante l’investitura, ha scandito con tono grave: “Porterò avanti il mio compito con disciplina e onore” , piuttosto che dire “porterò avanti il mio compito nell’interesse esclusivo della Nazione”. Lapsus freudiano rivelatore di un’insicurezza strutturale di essere all’altezza del ruolo. La prima formula infatti appartiene ai giuramenti dei Funzionari pubblici, le seconda ai membri del Governo. Lui forse, nel suo inconscio,  si percepisce come funzionario. Adele Fortino

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