lunedì, settembre 25

LA SALMA DI GRILLO

Noi siciliani, si sa, non parliamo volentieri della morte. Antropologicamente è un pensiero tragico che rimuoviamo. Ho letto però, sul Sole24ore, una notizia che mi sembra addolcisca e renda più accettabile l’ineluttabilità del fine vita. Ha origine in Oriente, ne ha parlato un monaco zen che spiega: “ Abbiamo paura della morte perché pensiamo che dopo la morte ci sia il nulla. In realtà non solo Buddha ma anche la scienza moderna ci insegna che nulla si crea, nulla si distrugge e che tutto si trasforma.”



Proprio da questa impostazione filosofico-ideologica, nasce il progetto della Capsula mundi. Sarebbe un contenitore a forma di uovo, realizzato con materiale completamente biodegradabile, all’interno del quale verrà posto il corpo del defunto in posizione fetale. L’uomo ( o la donna) verrà messo a dimora nella terra e su di esso verrà piantato un albero, meglio se scelto dal defunto ( a me, per esempio, piacerebbe una magnolia) che verrà curato da parenti e amici.  Nel tempo il cimitero diventerà un bosco, un’area verde da vivere e visitare.



L’industria funeraria infatti consuma territorio prezioso nelle città sovraffollate e  una gran quantità di ferro e legno, che poi devono essere smaltiti. La cremazione determina un inquinamento dovuto all’anidride carbonica prodotta dalla combustione. Non resta che la Capsula mundi ecologica, economica, naturale.



Una domanda si affaccia, perentoria: come sarebbe l’albero che venisse piantato sulla salma di Grillo? O su quella di Trump? O peggio su quella di Kim Jong un? Adele Fortino

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