mercoledì, settembre 27

UN RICORDO DI NUCCIO CICCARELLO

Era il più bravo della classe, forse a pari merito con Attilio Mirenda. Serio, posato, studiosissimo l’uno,  brillante, creativo ed estroverso  il secondo. Attilio se n’è andato una decina di anni fa, Nuccio Ciccarello ci ha lasciati proprio ieri. Frequentammo la sezione B del Liceo Maurolico, la sezione dei secchioni (venivamo definiti), e cos’altro si poteva fare se non studiare sodo avendo come insegnanti, tre mostri sacri come il prof.Morabito (Latino e Greco), la prof.Steffanini (Matematica), la prof. Giuliano Imbesi (Scienze)?



 Nella sezione A c’era invece un concentrato di bonazze.
Io ero molto attratta da questi due compagni eccellenti e, poiché nei confronti di persone intellettualmente dotate,  ho sempre avuto un atteggiamento di rapinatrice, feci lega con loro, tanto che, avendo riscontrato alcune lacune nella preparazione della Letteratura italiana, tutti e tre approdammo, in vista degli esami di licenza liceale, dalla Prof. De Lieto Vollaro. A Giugno avemmo brillanti risultati. Poi, la nostre strade si divisero. E ci perdemmo di vista. Attilio andò a studiare Architettura in un Ateneo del Nord, Nuccio divenne ottimo docente della Facoltà di Giurisprudenza. E dedicò tutta la sua esistenza all’Università. E a sua madre. Serio, posato, studiosissimo. Classe da vendere, stemperata da uno spiritello ironico che talvolta sfiorava il sarcasmo. Benevolo.



Oggi il mio albero esistenziale sta perdendo  foglie…  questo mi mette una gran malinconia. E mi suggerisce un  pensiero fastidoso: quando toccherà a me?  Adele Fortino

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