domenica, ottobre 1

LA NEW ENTRY DEL PD, FRANCO DE DOMENICO

Sta riprendendo forma il Partito democratico di Messina. Con una strategia messa a punto da Renzi, qualche anno fa, con le Università del Mezzogiorno d’Italia, irrompe nella sua ricostruzione , la parte, diciamo, più attrezzata della società. Con il Congresso, nel luglio di quest’anno, diventa  coordinatore della direzione, il Prof. Mario Bolognari, direttore del Dipartimento di Civiltà Antiche e Moderne dell’Ateneo peloritano , l’avvocato Paolo Starvaggi è  incoronato segretario provinciale, l’esecutivo della direzione è formato da una decina di componenti coordinati da Teodoro La Monica, sindacalista della Cgil nonché militante del Pd.



Cosa si prospetta per le imminenti Regionali nel partito? Cinque i nomi già ufficializzati: Pippo Laccoto, Franco De Domenico, Matteo Sciotto, Emanuele Giglia e Tani Isaja. Il candidato che rappresenta l’Università è Franco De Domenico, Direttore generale dell’Ateneo, che veleggia verso il successo con la benedizione del Rettore Pietro Navarra.
L’operazione, a monte, è intelligente e condivisibile, anche se spruzzata da un velo di spregiudicatezza. L’Università, si è pensato, è una struttura di peso, raccoglie intorno a sé larghe fasce di cittadini e diventa perciò motore di una azione di coinvolgimento che certamente porterà a un risultato positivo in termini di voti oltre che a un ovvio innalzamento del livello culturale.



In più, Franco De Domenico è un volto nuovo nello scenario politico, è un tecnico prestigioso, quindi apporterà un contributo competente nell’espletamento del suo ruolo a Sala d’Ercole.
Insomma, con queste elezioni, l’Università di Messina intende contarsi, misurarsi con un elettorato che potrebbe ritrovarsi, in un prossimo futuro, in occasione delle imminenti competizioni Amministrative e soprattutto Politiche del 2018. Adele Fortino

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