martedì, gennaio 2

MARIA PRESTI E SUO FIGLIO ANTONIO

Alla prestigiosa età di novantadue anni ci ha lasciati la Signora Maria Presti. Donna di carattere, grintosa, devotissima di Padre Pio, madre di Antonio, sempre all’altezza di cotanto figlio.





 Le telefonai, pur non conoscendola, agli inizi degli anni ottanta, per farmi raccontare qualcosa a riguardo del suo giovane virgulto il quale, piuttosto che seguire la strada del padre, facoltoso imprenditore edile, mostrava segnali di creatività mista a  sfrenata fantasia. Antonio, in occasione di un suo compleanno, aveva organizzato una festa a Taormina di cui si favoleggiava in città: invitati eccellenti, giornalisti Rai, fanciulle da sballo e volo di colombe a simboleggiarne il profilo ideologico. Volendo scrivere sul “Soldo” una piccola sfotticchiatura dell’avvenimento, telefonai alla signora Presti per saperne di più. Con mia grande gioia mi aprì il suo cuore, descrivendo con dovizie di particolari la sua ansia per le sorti del figlio totalmente disinteressato a cemento e cazzuole.




Quando sul “Soldo” fu pubblicata la divertente cronaca delle festa  ricevetti una garbata telefonata da Antonio che mi voleva conoscere. Uscimmo un pomeriggio di una domenica grigia; lui indossava un blazer blu scuro con uno stemma sul taschino, arietta da figlio di papà, in tiro. Mi propose di andare a vedere la casa del ragionier Cammarata, poeta naif che ne aveva decorato le pareti con i cocci delle bottiglie della Birra Messina, facendo nascere delle figure fantastiche di animali e alberi. Al termine della visita mi chiese se avessi voluto andare a teatro per uno spettacolino pomeridiano. Alla fine mi invitò a cena. Fu a questo punto che dovetti a malincuore dirgli che dovevo tornare a casa.
L’indomani, all’ora di pranzo, mentre chiacchieravo col mio compagno, arrivò a me indirizzata una pianta enorme di orchidacee. Ma che dico una pianta, un albero che fece fatica a passare dalla porta di ingresso. Mario mi guardò sbalordito e, per esorcizzare un tenue fastidio, mi prese in giro a lungo

.
Fu così che la Signora Presti e Antonio entrarono nella mia vita. Nel frattempo il nostro eccellente mecenate ha fatto strada diventando il personaggio che oggi è, con una montagna di  articoli di stampa, di servizi televisivi e interviste che raccontano i tanti luoghi di Bellezza e di Arte, da lui realizzati, in diversi  contesti della sua amatissima Sicilia.
Ieri la Signora Presti è morta, con l’orgoglio di avere dato la vita a un figlio speciale, tenace volitivo  mecenate dal cuore d’oro. Adele Fortino

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