mercoledì, maggio 16

IL BAGNO LIPAROTO DI SERGIO MATTARELLA

Oggi,  il brillante Costituzionalista Michele Ainis, dalle pagine di Repubblica, ci regala un commento garbato ma ficcante nei confronti della “indulgenza” mostrata da Sergio Mattarella verso gli stucchevoli tentennamenti dei due dioscuri della politica italiana, nel suo ruolo di Vertice dello Stato “che dovrebbe garantire il rispetto delle forme in questo tempo informe”.
Ora, per comprendere l’atteggiamento morbido di Mattarella bisogna conoscerlo da vicino. Il nostro Capo dello Stato è timido, teneramente timido, e, purtroppo per lui, la sorte gli ha dato il compito di dirimere una questione seria, con due ragazzotti ambiziosi:  fascista  razzista Salvini, azzimato giovanotto dilettante Di Maio. Tutti e due ignoranti e inconsapevoli.




Qualche anno fa feci con Sergio Mattarella e famiglia una gita alle Eolie, ospiti della barca di Enzo D’Ambra, il re della pomice di Lipari. Essendo io preda, da sempre, di un panico stritolante quando non tocco il fondo del mare, chiesi al marinaio di aiutarmi. Lui, comprensivo, mi porse un salvagente, lo assicurò con una cima e tenne con sé un capo della stessa. Feci il mio bagno nella felicità totale.
Appoggiato al parapetto c’era Sergio Mattarella. In costume da bagno, bianco come una mozzarella, guardava interessato, la patetica performance da me esibita senza arrossire. Al mio ritorno, il Presidente, che allora era deputato al Parlamento nazionale, mi si avvicinò guardingo e mi disse sottovoce : “Chiedi al marinaio se può riservare il tuo stesso trattamento a me?”.



E fu così che il nostro Presidente , attrezzato contro le insidie dell’azzurrissima acqua del mare di Lipari, si lasciò scivolare dalla scaletta, affidandosi finalmente alla sua corroborante frescura.
Sostiene il Nostro Ainis, dopo aver ricordato le “novità procedurali” messe in campo dai Dioscuri e soavemente avallate da Mattarella: “Il nuovo che avanza non dovrebbe calpestare il galateo del tempo che fu.” E, citando lo scrittore Giraudoux, conclude: “Dopotutto la nazioni muoiono di impercettibili scortesie” . Chapeau, Ainis. Adele Fortino


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